Quando un volo parte in ritardo o viene cancellato, la maggior parte dei passeggeri si rassegna subito, perchè spesso le compagnie liquidano con un “c’era maltempo, quindi non vi spetta nulla”.
In realtà, le cose stanno diversamente.
La normativa europea, in particolare il Regolamento (CE) n. 261/2004, prevede una tutela molto ampia per i viaggiatori. Se arrivi a destinazione con un ritardo superiore alle tre ore, puoi avere diritto a una compensazione economica che può arrivare fino a 600 euro, a seconda della distanza del volo.
Il punto più interessante, e meno conosciuto, riguarda proprio il maltempo. È vero che condizioni meteorologiche avverse possono rientrare tra le cosiddette “circostanze eccezionali”, cioè quelle situazioni che escludono il diritto al risarcimento. Ma questo non significa che basti invocare il maltempo per non pagare.
La compagnia aerea, infatti, deve dimostrare che proprio quelle condizioni meteo hanno reso impossibile effettuare il volo in sicurezza. Non basta che ci sia stata pioggia o vento: serve un collegamento diretto tra il maltempo e l’impossibilità concreta di operare il volo. Ed è qui che spesso si apre uno spazio di tutela per il passeggero, perché non di rado i ritardi sono dovuti a problemi organizzativi, ritardi accumulati o gestione interna, situazioni che non escludono affatto il diritto alla compensazione.
Su questo punto è intervenuta di recente l’ordinanza n. 9002/2026 della Cassazione, che ha ribadito un principio molto importante: non è sufficiente richiamare genericamente il maltempo per escludere il risarcimento, ma è necessario dimostrare in modo concreto che quell’evento abbia inciso in maniera determinante sul volo. In mancanza di tale prova, il passeggero conserva il diritto alla compensazione.
Anche quando il risarcimento non spetta, il passeggero non resta comunque senza diritti. La compagnia è tenuta a garantire assistenza, che può tradursi in pasti, bevande, eventuale sistemazione in hotel e un volo alternativo o il rimborso del biglietto. Inoltre, in caso di ritardo particolarmente prolungato, è possibile anche rinunciare al viaggio e ottenere la restituzione di quanto pagato.
Un volo in ritardo, quindi, non è solo un disagio da sopportare, ma può trasformarsi in un diritto economico concreto e a questo punto le compagnie aeree non potranno più trincerarsi dietro a generiche condizioni meteo avverse per negare il rimborso.

