Bar trentini sotto pressione: meno imprese e personale difficile da trovare

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I bar trentini restano un presidio economico e sociale importante, ma il settore appare sempre più sotto pressione. Meno imprese, turnover elevato, costi di gestione in aumento e difficoltà nel reperire personale qualificato sono i principali elementi emersi dalla Giunta dell’Associazione Pubblici Esercizi del Trentino, riunita al Bistrot Moncalisse di Civezzano.

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Secondo i dati illustrati dall’associazione, al 31 marzo 2026 le imprese attive nel comparto bar in provincia di Trento erano 1.189. Il 38% è gestito da donne, l’11% da giovani under 35 e il 16% da imprenditori stranieri. La forma giuridica prevalente resta quella della ditta individuale, pari al 52,5% del totale, seguita dalle società di persone, al 33,6%, e dalle società di capitali, al 13,2%.

Il quadro, però, mostra segnali di fragilità. Dal 2019 si registra un progressivo calo delle imprese attive, dovuto a un saldo costantemente negativo tra nuove aperture e cessazioni. Nel 2025 le nuove iscrizioni sono state 41, a fronte di 62 chiusure. Nel primo trimestre del 2026 il saldo è stato ancora negativo: 11 iscrizioni e 31 cessazioni.

Uno degli indicatori più significativi è il tasso di sopravvivenza: a cinque anni resta in attività appena un bar su due. Delle 44 imprese iscritte nel 2020, solo 22 risultavano ancora operative nel 2025. Un dato che, secondo l’associazione, riflette sia gli strascichi del periodo Covid sia una certa debolezza nella pianificazione economica di molte nuove iniziative.

Il fenomeno non riguarda solo il Trentino. Il forte turnover è una dinamica che interessa l’intero comparto, chiamato a garantire un livello di servizio elevato a fronte di margini spesso ridotti e di una limitata capacità di generare fatturato, con uno scontrino medio di poco superiore ai 4 euro.

Il settore continua comunque a garantire occupazione. I bar in Trentino impiegano poco meno di 3.800 addetti, di cui 2.536 dipendenti. Il lavoro dipendente è soprattutto giovane, con oltre il 60% degli occupati sotto i 40 anni, e vede una forte presenza femminile e straniera.

«Il bar resta un potente simbolo della nostra cultura quotidiana e un elemento fondante del nostro stile di vita», ha dichiarato Walter Botto, presidente dell’Associazione dei Pubblici Esercizi del Trentino. «Ma il bar è anche impresa, economia, occupazione. Le difficoltà non mancano: rimane alto il turnover, si fatica a trovare personale qualificato e soprattutto a far quadrare i conti tra costi che continuano a crescere e ricavi che rallentano».

Botto richiama quindi le istituzioni a un maggiore riconoscimento del ruolo dei pubblici esercizi, considerati non solo attività commerciali, ma anche presidi di vivibilità urbana e di relazione sociale.

Redazione
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La Redazione di Secolo Trentino è il team editoriale del quotidiano online indipendente fondato nel 2013. Copriamo ogni giorno le notizie di cronaca, politica, economia e cultura dal Trentino e dall'Italia. Direttrice Responsabile: Martina Cecco.

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