Voli in ritardo, l’UE conferma gli indennizzi fino a 600 euro

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Restano gli indennizzi per i passeggeri aerei in caso di ritardi superiori alle tre ore. Dopo oltre dieci anni di trattative, Consiglio dell’Unione europea e Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla revisione delle norme sui diritti passeggeri aerei UE.

Il nodo centrale riguardava le compensazioni economiche. L’intesa mantiene l’attuale sistema: in caso di ritardo superiore alle tre ore all’arrivo, i passeggeri potranno continuare a ottenere un indennizzo tra 250 e 600 euro, in base alla distanza del volo. La tutela si applica anche alle cancellazioni comunicate meno di 14 giorni prima della partenza, salvo le eccezioni previste dalla normativa.

Nel dettaglio, sono previsti 250 euro per i voli fino a 1.500 chilometri, 400 euro per i voli intra-UE o tra 1.500 e 3.500 chilometri, e 600 euro per le tratte più lunghe. Una scelta politicamente rilevante, perché negli ultimi anni era stata discussa l’ipotesi di alzare la soglia minima di ritardo, riducendo di fatto il numero dei casi indennizzabili.

Le compagnie potranno continuare a invocare le circostanze straordinarie per escludere il pagamento dell’indennizzo. Dovranno però motivare il rifiuto in modo chiaro, spiegando perché l’evento sia stato fuori dal loro controllo e non collegato alla normale attività operativa.

Le nuove regole puntano anche a semplificare l’esercizio dei diritti. In caso di ritardi potenzialmente rilevanti, le compagnie dovranno informare elettronicamente i passeggeri entro 96 ore dall’arrivo, indicando diritti e modalità di reclamo. Il vettore dovrà poi confermare la ricezione della richiesta e rispondere in tempi certi, pagando la compensazione oppure motivando il rifiuto.

Viene rafforzato anche il diritto all’assistenza. In caso di disservizio, i passeggeri avranno diritto a ristori ogni due ore di attesa, a un pasto dopo tre ore e successivamente ogni cinque ore, oltre ad accesso a Internet e a due telefonate. Se il ritardo rende necessario il pernottamento, la compagnia dovrà garantire hotel e trasporto tra aeroporto e struttura. Se il vettore non interviene, il passeggero potrà provvedere autonomamente e chiedere il rimborso.

Tra le novità ci sono anche il divieto di negare l’imbarco per il solo mancato utilizzo del volo di andata, maggiore trasparenza sui prezzi e nuove regole sul bagaglio a mano. Le tariffe dovranno essere mostrate in modo più chiaro, includendo di default l’indicazione del bagaglio a mano, così da rendere più semplice il confronto tra compagnie. I vettori potranno comunque offrire biglietti più economici ai passeggeri che scelgono volontariamente di viaggiare senza bagaglio a mano.

Rafforzate anche le tutele per famiglie e passeggeri vulnerabili. I bambini sotto i 14 anni dovranno poter sedere accanto all’adulto accompagnatore senza costi aggiuntivi. La stessa protezione viene estesa alle persone con disabilità o mobilità ridotta e alle donne in gravidanza. Previsti inoltre diritti più chiari in caso di assistenza insufficiente, perdita del volo o danneggiamento delle attrezzature di mobilità.

L’accordo non è ancora operativo: dovrà essere formalmente adottato da Parlamento europeo e Consiglio dopo la revisione giuridico-linguistica. Il segnale politico, però, è chiaro: l’Unione europea non riduce le tutele dei passeggeri aerei, ma prova a renderle più semplici da conoscere e da esercitare.

Per chi viaggia, il consiglio resta pratico: conservare prenotazioni, carte d’imbarco, comunicazioni della compagnia, screenshot dei ritardi e ricevute delle spese sostenute. In caso di ritardo, cancellazione o mancata assistenza, questi documenti possono fare la differenza tra un diritto riconosciuto e un reclamo respinto.

Redazione
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La Redazione di Secolo Trentino è il team editoriale del quotidiano online indipendente fondato nel 2013. Copriamo ogni giorno le notizie di cronaca, politica, economia e cultura dal Trentino e dall'Italia. Direttrice Responsabile: Martina Cecco.

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