Fiumi, torrenti, ruscelli glaciali e laghi di alta quota diventano materia di ricerca, arte e riflessione pubblica. Venerdì 10 luglio alle 18, a Palazzo delle Albere, il MUSE inaugura la Project Room del progetto europeo S+T+ARTS AQUA MOTION, dedicata ai segni dell’acqua tra arte e scienza.
Il percorso invita a guardare agli ecosistemi acquatici montani come a luoghi particolarmente vulnerabili alle trasformazioni climatiche e all’impatto delle attività umane. Nell’era dell’Antropocene, sottolinea il museo, l’impronta dell’uomo non riguarda soltanto metropoli e aree industriali, ma risale i corsi d’acqua fino agli ambienti alpini più fragili.
Al centro della Project Room ci sono le opere di tre artisti internazionali — Salomé Bazin, Micol Grazioli e David Rickard — selezionati nell’ambito del progetto europeo S+T+ARTS AQUA MOTION. Nell’ultimo anno gli artisti sono stati in residenza al MUSE, sviluppando progetti a contatto con il territorio, le comunità e il mondo della ricerca.
Fino al 13 settembre 2026 il pubblico potrà scoprire prototipi, materiali di ricerca e opere in progress dedicate alle sfide della gestione, della tutela e della conservazione dell’acqua.
I tre lavori affrontano temi diversi ma collegati. “The River’s Voice” di David Rickard si concentra sul rapporto tra Trento e il fiume Adige, interrogandosi su come ricostruire la connessione tra comunità urbane e corsi d’acqua. “Waterbodies” di Salomé Bazin affronta il tema del monitoraggio della qualità dell’acqua in una prospettiva One Health, che lega salute dell’ambiente, salute umana ed ecosistemi. “The Rain Paths” di Micol Grazioli guarda invece alla raccolta dell’acqua nelle Alpi, in un contesto segnato dal ritiro dei ghiacciai e dai cambiamenti nei modelli di precipitazione.
“Conoscere le acque montane nell’Antropocene significa comprendere un ecosistema in rapida transizione”, spiegano Carlo Maiolini e Judith Inglavaga del programma Science & Humanities del MUSE.
Il calendario proseguirà il 15 e 16 luglio con la performance “Zattera della Medusa” del collettivo Cassata Drone Expanded Archive, tra il quartiere Le Albere, l’antico tracciato dell’Adige e il Monte Bondone. Il 9 settembre sarà invece la volta della performance teatrale “The Choreography of Water – La Coreografia dell’acqua”, in collaborazione con il Festival Oriente Occidente.

