Ogni volta che l’Italia NON si qualifica, io gioisco, così posso evitare di seguire le partite, che – poiché adoro il calcio – nelle più recenti edizioni dei mondiali mi sono diventate insopportabili. Ma proprio pesanti, una cosa da non ricordare. Si respira, si tocca e si sente. Il peso politico e le ingerenze, le simpatie e antipatie, gli arbitraggi, mai come nei Mondiali di calcio si vedono le storture del calciomercato diventato lobby.
Sono riuscita a evitare, con grande gioia, immensa gioia, l’ennesimo inno popolare cantato da Shakira. Tutti orrendi al netto del primo. Credo di essere riuscita a sentirlo solo una volta, in anteprima, per motivi giornalistici; dopodiché, con grande abilità e maestria, non sono riusciti a propinarmelo nemmeno in radio. Viva Spotify. Viva il conto in banca di Shakira, notoriamente oculata coi soldini.
Che pallosi i meme di Erling Haaland
Purtroppo non sono riuscita a scansare tutto: da giorni mi propinano i video di un improbabile due metri di biondo, dal portamento discutibile, Erling Haaland, che dopo una serie di video improponibili adesso è il protagonista di uno degli spot più virali delle ultime settimane, lo “sputa fuoco”.
Messi e l’Argentina della ciofechina
Purtroppo non sono riuscita ad evitare la Finale Mondiali 2026. La vittoria della Spagna sull’Argentina è stata oscurata da una maxi‑rissa. Paredes ha aggredito García e Gavi, Molina ha colpito Rodri. La FIFA ha aperto un’indagine per violenza e condotta antisportiva. Tutta la partita è stata infarcita di calci, manate, spintoni, solo perché la Spagna ha sempre giocato molto bene, mentre l’Argentina non è riuscita a battere il chiodo, fine del mito di Messi? Secondi non era sufficiente? Peccato, eliminateli prima la prossima volta.
Trump, scansati proprio
Purtroppo non sono riuscita ad evitare lo scandalo vergognoso Trump-FIFA che ha distrutto quel poco di agonistico che c’è nel calcio. Donald Trump avrebbe fatto tre telefonate alla Fifa per far sì che la Federazione revocasse la squalifica all’attaccante Folarin Balogun. Che gli consentisse quindi di giocare gli ottavi di finale contro il Belgio. A scriverlo sono il Guardian e il New York Times. Il problema è che l’ordine è stato eseguito da Gianni Infantino, storico amico di Trump. La FIFA sostiene che la decisione sarebbe stata presa prima delle suddette telefonate.
MC

