Aspirina e dieta pesco-vegetariana: lo studio sul microbiota

La ricerca preclinica del Cnr-Ibba e dell’Università di Firenze chiarisce il possibile ruolo del microbiota nella prevenzione del tumore del colon-retto.

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Una dieta pesco-vegetariana e l’aspirina possono agire sul microbiota intestinale e ridurre la formazione di tumori del colon-retto in modelli animali geneticamente predisposti. È quanto emerge da una ricerca coordinata dall’Istituto di biologia e biotecnologia agraria del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibba), con la collaborazione dell’Università di Firenze.

Lo studio, pubblicato su Scientific Reports, ha esaminato gli effetti combinati di una dieta ricca di pesce, verdure e alimenti di origine vegetale e dell’acido acetilsalicilico, il principio attivo dell’aspirina.

Che cosa ha analizzato lo studio

I ricercatori hanno utilizzato ratti PIRC con una mutazione del gene Apc, un modello sperimentale impiegato per studiare la predisposizione al tumore del colon-retto. Per tre mesi gli animali hanno seguito una dieta di controllo oppure una dieta pesco-vegetariana. All’interno dei due gruppi sono stati valutati anche differenti trattamenti con aspirina o sulindac, entrambi farmaci antinfiammatori non steroidei.

Gli animali alimentati con la dieta pesco-vegetariana hanno sviluppato meno tumori intestinali, in particolare nel colon, rispetto a quelli sottoposti alla dieta di controllo. L’aspirina, soprattutto alla dose più elevata sperimentata, ha mostrato un ulteriore effetto protettivo. Secondo gli autori, dieta e trattamento farmacologico avrebbero quindi ruoli indipendenti ma complementari.

Il possibile ruolo del microbiota intestinale

La ricerca si è concentrata anche sul microbiota, l’insieme dei microrganismi che popolano l’intestino. Sia la dieta sia l’aspirina hanno modificato la composizione delle comunità batteriche osservate negli animali.

Tra i generi batterici interessati figurano Roseburia e Colidextribacter. Il primo è noto per la produzione di butirrato, una sostanza coinvolta nel benessere della mucosa intestinale e nel controllo dell’infiammazione. Il meccanismo, tuttavia, deve ancora essere compreso pienamente.

«I nostri risultati confermano che il microbiota intestinale rappresenta un punto di incontro fondamentale tra alimentazione e salute. Comprendere come dieta, farmaci e microbiota interagiscano tra loro ci permetterà di sviluppare in futuro strategie di prevenzione sempre più efficaci e personalizzate».

Carlotta De Filippo, ricercatrice del Cnr-Ibba

Risultati promettenti, ma non ancora applicabili all’uomo

È importante precisare che si tratta di uno studio preclinico condotto su animali. I risultati non dimostrano che la stessa combinazione produca nell’uomo i medesimi effetti e non costituiscono un’indicazione ad assumere aspirina per prevenire il cancro.

L’uso regolare di acido acetilsalicilico può comportare effetti indesiderati, tra cui sanguinamenti gastrointestinali. Qualsiasi terapia deve quindi essere valutata con il medico sulla base delle condizioni individuali. Saranno necessari ulteriori studi clinici per stabilire se e come questi risultati possano tradursi in strategie di prevenzione personalizzate.

Il gruppo di ricerca

Alla ricerca hanno partecipato Sofia Chioccioli, Giovanna Caderni, Niccolò Meriggi, Mariela Mejia Monroy, Sonia Renzi, Benedetta Cerasuolo e Carlotta De Filippo, con il coinvolgimento del Cnr-Ibba e dell’Università di Firenze.

Fonte: Cnr; Scientific Reports, 2026.

Redazione
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