437 persone detenute, celle occupate stabilmente da tre persone e carenze di personale sanitario ed educativo. È il quadro descritto da una delegazione di consiglieri provinciali di minoranza dopo una visita alla casa circondariale di Spini di Gardolo.
Alla visita hanno partecipato Michela Calzà, Paola Demagri, Francesca Parolari e Paolo Zanella. I numeri riportati sono quelli diffusi dalla delegazione al termine dell’ispezione.
Secondo i consiglieri, nella struttura si troverebbero attualmente 389 uomini e 48 donne, per un totale mai raggiunto in precedenza. La delegazione sostiene inoltre che in numerose celle siano presenti tre detenuti e che, in alcuni casi, gli arredi siano stati ridotti per ricavare spazio per i letti.
La situazione riguarderebbe anche il personale. I funzionari giuridico-pedagogici, dopo essere saliti da due a otto, sarebbero scesi a cinque, con la possibilità di un’ulteriore riduzione. Sul fronte sanitario vengono indicati 9,5 infermieri rispetto ai 14 previsti.
Particolarmente delicati anche i dati riferiti agli eventi critici: nel primo semestre del 2026, sempre secondo il resoconto della delegazione, sarebbero stati registrati 37 episodi, principalmente di autolesionismo, tre tentativi di suicidio e un suicidio.
I consiglieri chiedono un maggiore investimento nelle opportunità lavorative, nei percorsi educativi e nelle misure alternative alla detenzione, sostenendo che il sovraffollamento rischi di compromettere la funzione rieducativa della pena prevista dall’articolo 27 della Costituzione.
Tra le questioni affrontate durante la visita anche il caldo nelle celle. La direzione, secondo quanto riferito dai consiglieri, starebbe cercando ventilatori di dimensioni maggiori compatibili con le esigenze di sicurezza dell’istituto.

