Vent’anni di esenzione fiscale sui redditi prodotti all’estero per chi trasferisce la propria residenza fiscale in Turchia e rispetta determinati requisiti. È la misura introdotta dalla legge turca n. 7582, pubblicata il 4 giugno, dalla quale parte una riflessione del consigliere provinciale della Lega Mirko Bisesti sul futuro del Trentino e sulla competizione internazionale per attrarre persone, professionalità e capitali.
Il nuovo regime turco riguarda le persone che diventano fiscalmente residenti nel Paese dal 1° gennaio 2026 e che nei tre anni precedenti non abbiano avuto residenza o soggettività fiscale in Turchia. Per chi rientra nei requisiti, redditi e guadagni di fonte estera possono beneficiare dell’esenzione dall’imposta sul reddito per 20 anni. La normativa prevede inoltre, nel periodo di applicazione del regime, un’aliquota agevolata dell’1% per determinati trasferimenti ereditari qualificati.
Una scelta che Bisesti, in un intervento pubblicato il 14 agosto sulla propria newsletter Metodo Italia, utilizza come punto di partenza per ragionare sulla crescente concorrenza tra territori. Il consigliere non propone di replicare il modello turco, ma pone l’accento su un fenomeno più generale: capitali e lavoratori qualificati possono scegliere sempre più facilmente dove stabilirsi e gli Stati stanno costruendo politiche specifiche per attrarli.
Il caso turco si inserisce del resto in un quadro più ampio. Dal 2026 l’Italia ha portato a 300 mila euro annui l’imposta sostitutiva prevista per alcuni nuovi residenti sui redditi prodotti all’estero, mentre il regime greco per i cosiddetti non-dom prevede un forfait annuale di 100 mila euro, in presenza dei requisiti richiesti.
Bisesti sottolinea però anche il limite di una competizione fondata esclusivamente sulla leva fiscale, richiamando la situazione economica turca: a luglio l’inflazione annua rilevata dall’istituto statistico del Paese era ancora al 31,75%.
Da qui il passaggio al Trentino. Secondo il consigliere le armi a disposizione del territorio sono differenti: qualità della vita, sicurezza, servizi, scuola e possibilità concreta di costruire qui il proprio futuro. Il problema, sostiene, emerge soprattutto quando giovani e professionisti incontrano difficoltà nell’accesso alla casa o non trovano condizioni sufficientemente favorevoli per mettere radici sul territorio.
Sul fronte abitativo Bisesti richiama il modello Bausparen-Risparmio Casa. Nel luglio 2025 il Consiglio provinciale ha approvato all’unanimità una sua mozione che impegna la Giunta a valutare l’attivazione in Trentino del sistema già sperimentato in Alto Adige.
Più recente è invece l’iniziativa dedicata all’attrazione delle professionalità qualificate. Lo scorso luglio il Consiglio provinciale ha approvato un ordine del giorno di Bisesti che impegna la Giunta a predisporre misure per il reclutamento e la permanenza di personale sanitario e sociosanitario e a definire incentivi per attrarre profili altamente qualificati anche negli altri settori strategici.
«La competizione per il capitale umano è globale e feroce», osserva Bisesti.
La risposta trentina, nella sua impostazione, non dovrebbe quindi essere una gara all’abbassamento delle imposte, quanto la costruzione di condizioni capaci di convincere giovani, famiglie e professionisti a scegliere il territorio e soprattutto a rimanervi.

