Sardegna: il ritorno degli indipendentismi grazie alla Lega Nazionale di Salvini?

È ormai notizia assodata la vittoria del centrodestra alle elezioni regionali in Sardegna, con l’isola che è tornata al centrodestra dopo i 5 anni di presidenza di Francesco Pigliaru, del centrosinistra.

Il nuovo presidente è quindi Christian Solinas, Segretario del Partito Sardo d’Azione e ormai ex-Senatore in quota Lega, dal momento che per le elezioni politiche il partito indipendentista sardo aveva deciso di federarsi con il partito di Matteo Salvini per ottenere una maggiore rappresentanza parlamentare, vista anche l’assenza dal Parlamento dal 1992.

L’alleanza, agli addetti ai lavori, è sembrata piuttosto innaturale, essendo quello sardo un indipendentismo collocato piuttosto “a sinistra”, ma la svolta avvenuta negli ultimi anni fa parte di tutto un clima culturale in seno al mondo indipendentista che vede le proprie istanze tutelate dal solo Salvini.

Agatha Christie diceva “Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, tre indizi fanno una prova“. Se il primo indizio è l’adesione alle istanze leghiste dal Partito Sardo d’Azione, il secondo è l’appoggio continuo e radicatissimo nel Veneto – nonostante la lentezza nella gestione della pratica autonomista della regione di San Marco – e il terzo è la doppia vittoria in Trentino-Alto Adige, regione storicamente autonomista, è evidente che si può parlare di una Lega ambivalente.

Meno ancorata al sogno della Padania rispetto alla Lega bossiana, la Lega salviniana, pur nella sua aura nazionalista, sembra essere la locomotiva di tutte le istanze indipendentiste e autonomiste italiane. E – almeno per quel che riguarda la Sardegna – si tratta di un fenomeno di un certo rilievo: le liste di ispirazione indipendentista hanno raccolto infatti un quinto dei consensi.

Una coalizione indipendentista avrebbe infatti raggiunto un 20,35%, forte dei risultati dell’Unione dei Sardi (1,10%), di Forza Paris (1,64%), di Autodeterminatzione (1,88%), di Sardi liberi (2,14%), del Partito dei Sardi (3,69%) e del Partito Sardo d’Azione col 9,90%.

Ci fu un periodo, nel 1982 e dal 1984 al 1989, in cui il ruolo di Presidente della Regione fu ricoperto dal candidato del Partito Sardo d’Azione, ma grazie all’appoggio dei partiti della sinistra del tempo e in particolar modo del Partito Comunista Italiano. Ecco perché la vittoria di Solinas segna un cambio radicale nella storia politica sarda.

Probabilmente, di questa vittoria sarebbe stato felicissimo Salvatore Meloni, figura chiave dell’indipendentismo sardo e in gioventù militante nel Movimento Sociale Italiano, prima di entrare nel Partito Sardo d’Azione. Morto di fame quasi 2 anni fa, nel corso di uno sciopero della fame dovuto alla sua incarcerazione per motivi politici, Meloni da sempre aveva lottato per regalare l’indipendenza alla sua Sardegna. L’obiettivo raggiunto non è ancora quello, ma almeno una netta svolta a destra è stata compiuta.

Di Riccardo Ficara