Ius Soli. Quando prima delle Regionali Bonaccini diceva “prima altre priorità”

Rinfrancato dal successo elettorale, il confermato Presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, è tornato a spingere forte sul tema dello Ius Soli, uno dei più longevi leit motiv del Partito Democratico, affermando come questo sia un provvedimento giusto per un paese civile”.

Con tali affermazioni Stefano Bonaccini si allinea al pensiero del Segretario del PD, Nicola Zingaretti, che già nello scorso novembre, in piena campagna elettorale emiliana, aveva calato l’asso della cittadinanza agli immigrati“, visto come uno dei provvedimenti su cui sarebbe stato importante puntare in futuro.

Quello che lascia perplessi però non è tanto la volontà del Partito Democratico di estendere la cittadinanza italiana a tutti i nati sul suolo italiano, quanto il fatto che a parlarne sia stato proprio Stefano Bonaccini che pochi mesi fa aveva dichiarato come vi fossero temi più urgenti da affrontare rispetto allo Ius Soli.

Proprio il Presidente dell’Emilia Romagna, lo scorso novembre, forse subodorando che appoggiare un tema delicato come lo Ius Soli sarebbe potuta essere un’arma a doppio taglio in fase di campagna elettorale, aveva affermato: “le due priorità in questo momento sono un grande piano di prevenzione contro il dissesto idrogeologico e cambiare la plastic tax“. Rinnegando, di fatto, sia l’urgenza dello Ius Soli che le parole del suo leader Nicola Zingaretti.

Oggi però, ad elezioni vinte, Stefano Bonaccini – dimostrando se non altro scarsa coerenza – è tornato a puntare forte sullo Ius Soli, evidenziando come un certo tipo di politica sia pronta a tutto pur di arrivare al risultato.

Questo ultimo caso, esempio lampante di un’abitudine poco virtuosa di alcuni politici nostrani, dimostra come temi fondamentali, quali la prevenzione idrogeologica, possono venire sacrificati sull’altare della propaganda elettorale pur di racimolare qualche manciata di voti in più.

D’altronde la fugacità delle parole era nota già ai tempi degli antichi romani, che con la locuzione “Verba volant, scripta manent” avevano cristallizzato questo semplice concetto, invitando a diffidare delle parole “dette al vento”.