È finito il tempo del totonomi che aiuta solo il centrosinistra a Trento

Le civiche hanno avuto fin troppo spazio in questo inizio campagna elettorale nel proporre nomi di candidati sindaci che alla fine non si sono concretizzati in una vera e propria candidatura. Forse a questo punto – e di fronte a uno scenario che non aiuta la coalizione – è doverosa la candidatura di un esponente della Lega da parte del Carroccio.

Non ha senso continuare con nomi che poi rifiutano per mezzo della stampa, di storie uscite che raccontano di segretari politici infuriati o di politiche del doppio passo. Voci uscite sulla stampa che sono arrivate persino a proporre la candidatura a Sindaco di uno che era l’avvocato di Ugo Rossi, professionista criticato dalla Lega in passato, e quindi il miglior modo di uccidere l’elettorato leghista cittadino. Sono tutti argomenti che giovano alla sinistra, che invece si presenta a queste elezioni comunali senza un candidato forte e con una coalizione di centrosinistra autonomista stanca dopo oltre 20 anni di governo del capoluogo.

La Lega potrebbe mettere sul tavolo due nomi ai quali sarebbe difficile dire di no, sia per i ruoli che ricoprono sia per il peso politico che hanno tanto in Provincia quanto internamente al partito. Considerando poi che lo scopo di centristi e della sinistra è del resto quello di battere non tanto il centrodestra quanto piuttosto la Lega di Mirko Bisesti, è facile pensare che un candidato leghista polarizzarebbe la sfida.

Alternativa sarebbe quella di puntare su un candidato di un altro partito, senza farsi condizionare dall’appeal che sempre può mutare nel corso del tempo. Tuttavia, seppur sia comprensibile voler candidare nomi più moderati per cercare di intercettare i voti centristi e autonomisti, allo stesso tempo è impensabile continuare a proporre nomi dichiaratamente di sinistra o comunque nell’alveo di quel centrosinistra autonomista che è l’avversario naturale della Coalizione del cambiamento, trionfante alle scorse elezioni provinciali.

Ora il centrodestra non ha più alternative: il tempo per il totonomi è finito e anzi non doveva proprio cominciare se non nella sicurezza di una disponibilità seria, non quella ipotizzata e poi resasi nei fatti una smentita dannosa solo per chi deve portare Trento a cambiare.

Raimondo Frau