La «Diagnosi» di Thibon

La conclusione di un nuovo libro – un testo a cui lavoravo da anni e che, a Dio piacendo, uscirà nei primi mesi del 2022 – mi ha restituito una libertà preziosa e che, confesso, da tempo mi mancava: quella di tuffarmi nella lettura. Ho però subito rimediato alla grande grazie a Diagnosi – Saggio di filosofia sociale, testo del filosofo di Gustave Thibon (1903-2001) finalmente in italiano grazie all’editore Fede&Cultura e all’ottima cura del volume da parte Emiliano Fumaneri, amico e studioso di valore.

Premessa: dato che non tutti conoscono Thibon, urge una rapida presentazione. Grande amico di Simone Weil, era un pensatore scoperto da Jacques Maritain, noto come il «filosofo contadino». In effetti, era un vero contadino (non lasciò mai la sua attività agricola) ed un vero filosofo, autore di una ventina di libri. Già ateo, a 25 anni salutò tutti e lasciò la chiesa progressista, per entrare in quella Cattolica. Da notare come, pur essendo vissuto in paese da 2.500 anime, egli abbia viaggiato molto, e in alto, col pensiero.

Proprio Diagnosi, in effetti, è la prova delle vette di cui era capace l’intelligenza thiboniana. In poco più di 170 pagine troviamo esplorate e smascherate le ideologie e gli inganni presenti nel 1942 – anno di prima uscita del volume – ma tutt’ora vivi e vegeti: dal liberalismo assoluto («una mostruosità», p.73) alla «febbre egualitaria» (p.109), dal «vuoto interiore» (p.95) al marxismo e freudismo, sistemi fratelli dato che, per entrambi, «ogni male proviene dalla menzogna rappresentata dai valori cosiddetti superiori» (p.77).

A dispetto del suo titolo, in questo libro non c’è però solo una diagnosi dei malanni della contemporaneità. Thibon si spinge oltre. Così, evidenziati gli sbandamenti sia dell’ideologia politica di sinistra sia di quella di destra, cui pure egli è più vicino, il «filosofo contadino» indica quella che, a suo dire, è la vera e sola via d’uscita: il ricupero, individuale e collettivo, dell’unità e dell’equilibrio attraverso l’interruzione di un conflitto devastante. Il conflitto contro Dio.

Un conflitto rispetto al quale, ha scritto Thibon in un’altra opera, «la sola via di salvezza consiste nel riscatto del tempo per mezzo della bellezza, della preghiera e dell’amore». Ma per approdare a tale «via di salvezza» occorre prima comprendere bene i mali che ci circondano; e rispetto a ciò, Diagnosi – che più di un testo è una miniera (non c’è pagina che non sia ricca di contenuti da sottolineare) – si rivela un’opera preziosa, e che consiglio caldamente. Anche per gustare la finezza di analisi di un autore autodidatta che, però, ha sempre respinto tale qualifica. «Non sono un autodidatta, diceva, «i libri sono dei maestri».

Giuliano Guzzo