Il mercato cinese continua a crollare. Musk “libera” twitter

Ennesimo tonfo per la borsa cinese che oggi ha registrato un -4%. Quanto accaduto in questi giorni riguarda principalmente il settore tech. Sono iniziate a circolare voci su possibili nuove sanzioni che potrebbero arrivare a DIDI Global Inc. da parte dell’amministrazione del cyberspazio cinese.

In pratica, la questione che si era aperta intorno al giro di vite del settore tecnologico non può ancora definirsi “permanentemente chiusa”.

Guardando il South China Morning Post, una notizia da prendere in considerazione è intitolata “La priorità della Cina è lo stimolo e la stabilità, non il salvataggio dei mercati in caduta”. Si evidenzia quindi il pessimismo che si sta creando intorno alla Cina e la sua politica di tolleranza zero nei confronti del Covid. Questa politica sta ovviamente portando diversi miliardi di investimenti fuori dal Paese. Si ribadisce poi che la Cina non è disposta ad allentare la sua politica contro il Covid, ma è piuttosto disposta a creare stimoli monetari ed economici per sostenere l’economia e raggiungere l’obiettivo di crescita che si era prefissata all’inizio dell’anno.

Tutto ciò sta portando le obbligazioni americane a essere più redditizie delle obbligazioni cinesi. Se si osservano i rendimenti obbligazionari cinesi, è facile vedere come il rendimento sia diminuito in modo significativo negli ultimi mesi. Questo calo è favorito anche dalle politiche attuate dal governo per facilitare l’accesso ai capitali.

Altra notizia importante della giornata è l’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk. Il CEO di Tesla ha promesso che in caso di acquisizione farà l’esatto opposto di quanto sta avvenendo sui principali social network occidentali: ovvero massima libertà di espressione.

Le dichiarazioni di Musk hanno portato giornalisti come Beppe Severgnini a lanciare un sondaggio su twitter proprio sulle proposte di Musk.

Dichiarazioni accolte positivamente anche da parte di molti accademici. Tra questi si cita il Professore Eric Louw, professore in pensione di comunicazione politica, che a riguardo ha affermato: “L’uomo più ricco del mondo ha deciso di usare parte della sua vasta fortuna per promuovere la libertà di parola in modo reale e pratico. Elon Musk ha letteralmente messo i suoi soldi dove è la sua bocca.

Musk è pronto a usare parte della sua fortuna per trasformare Twitter in un veicolo per la libertà di parola. In sostanza, ha messo in discussione il loro modello esistente che riconosce essere diventato un’estensione della cultura dell’annullamento”.

Una decisione forte che mette in discussione i giganti della Silicon Valley, il tutto all’interno di un contesto geopolitico e finanziario sempre più complesso.