Musk acquista Twitter per garantire la libertà di espressione

Cosa significa l’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk? Si tratta di una operazione economica o nasconde un qualcosa di più importante? L’uomo più ricco del mondo ha deciso di usare parte della sua vasta fortuna per promuovere la libertà di parola in modo reale e pratico. Elon Musk ha letteralmente messo i suoi soldi dove ama parlare.

Il personaggio è particolare, eclettico e instancabile: da Paypal a Tesla passando per le criptovalute come Dogecoin. Il tutto fornendo una sua visione di pensiero. Non si tratta di un semplice affarista, Elon Musk è un qualcosa in più e la decisione di acquisire Twitter ha un fine specifico: garantire la libertà di espressione e profitto.

Musk infatti sa bene che negli Stati Uniti così come nel resto del mondo sta sempre con più forza emergendo un’opinione pubblica contraria al politicamente corretto e da imprenditore 4.0 ha capito le potenzialità di un settore che è nei fatti in costante ascesa. Il crollo nelle vendite dei giornali così come politiche sempre più restrittive sui social fanno da cerniera al contesto. Twitter a riguardo non è da meno e un esempio è stata la decisione di bloccare ogni libertà di espressione a Donald Trump.

La censura di Twitter non colpisce solo il Presidente Trump e si estende a un chiaro pregiudizio a favore del progressismo sociale liberale di sinistra. Questo pregiudizio significa che i processi decisionali di Twitter limitano attivamente la circolazione di opinioni conservatrici e di destra.

L’intervento di Musk per cercare di rimuovere questo pregiudizio su Twitter ha attirato l’attenzione sul fatto che i social media generalmente si sono trasformati in quello che Musk chiama un “problema di civiltà”. E qualcosa deve essere fatto per risolvere questo problema, fondamentale per l’evoluzione della società occidentale.

Eppure ciò non sta avvenendo così come affermato anche da alcuni accademici come Eric Louw che denunciano il fatto che a oggi e così come denunciato da Musk Twitter e Facebook programmano i loro computer e algoritmi per mettere in primo piano alcune idee, marginalizzare altre idee e ucciderne altre ancora. Impiegano anche moderatori di contenuti per censurare attivamente i post.

Il risultato è che i nostri dibattiti sociali spesso sono sbilanciati a sinistra. Il vero punto nella questione Musk-Twitter riguarderà proprio l’account di Donald Trump.

 I repubblicani della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti hanno a riguardo accolto con favore la notizia che Twitter è pronta ad accettare una vendita a Elon Musk e hanno invitato l’amministratore delegato di Tesla a sbloccare l’account dell’ex presidente Donald Trump su Twitter.

Ma un gruppo di controllo, Media Matters for America, ha messo in guardia contro ciò. “C’è ancora tempo per il consiglio di Twitter per prevenire alcuni dei peggiori danni. Qualsiasi negoziato per vendere Twitter a Musk deve includere meccanismi chiari e applicabili per sostenere e mantenere gli standard della comunità esistenti, inclusa la rimozione di coloro che violano tali standard”, ha affermato Angelo Carusone , presidente del gruppo no profit.

Musk si diverte ad affermare che preferisce stare fuori dalla politica, eppure le sue attività e fortune sono indiscutibilmente legate a precise politiche. Cosa farà ora con Twitter? I progressisti riusciranno a fermarlo o a farlo desistere?

Giulia Calama