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Falcao e Zico, il Brasile dei fenomeni

Oggi le stelle brasiliane scelgono altri campionati, ma negli anni ’80, quando la Serie A era il torneo dei campioni (Maradona, Platini, Gullit, Van Basten) due delle gemme più brillanti calcavano i campi della nostra penisola. Paulo Roberto Falcao e Arthur Antunes Coimbra, in arte Zico, stelle di Roma e Udinese, si sono ritrovati sul palco dell’Auditorium Santa Chiara per ricordare i tempi in cui hanno fatto innamorare le proprie tifoserie e gli appassionati di pallone. Quarant’anni dopo quel 5 luglio 1982 allo stadio Sarrià di Barcellona, quando l’Italia sconfisse il Brasile in una partita memorabile, prima della conquista del Mondiale.

Foto di Giovanni Gobber

“Quando segnai il gol del 2 a 2 pensavo fosse fatta – ricorda Falcao – ma il calcio non è questione di giustizia, è solamente un gioco. Nonostante la sconfitta quel Brasile incantò tutti”. Zico fu ben controllato dal “mastino” Claudio Gentile, che oggi tiene in casa la maglia strappata in uno degli scontri di gioco di quel giorno. “Oggi con il Var questa cosa non sarebbe successa – sorride l’ex numero 10 – ma nel calcio sono cose che capitano, non è certo per questo che abbiamo perso. Sapevamo che l’Italia era forte, da parte nostra non c’è stata nessuna presunzione. Ai Mondiali può succedere di tutto. Su 88 partite in nazionale quella è stata l’unica in cui ho perso e ho preso tre gol”.

Tanti retroscena dietro una partita che è diventata leggenda. “Ci ho scritto un libro – dice Falcao – dove ogni mio compagno ha dato la sua versione sul motivo per cui abbiamo perso”. Il ricordo cade inevitabilmente sul principale protagonista della partita, che oggi non c’è più. “Paolo Rossi mi raccontò che un giorno un tassista brasiliano lo conobbe e lo fece scendere dall’auto. Ha fatto piangere il Brasile due volte: con la sua tripletta in Spagna e quando se n’è andato in cielo”.

Sul palco sale anche Franco Causio, che quella partita la vide dalla panchina. Con Zico lo lega una grande amicizia, nata a Udine, nell’unica stagione giocata assieme. Il discorso si sposta sul campionato italiano di oggi ma il pensiero di Falcao corre all’indietro nel tempo, al gol fantasma annullato al difensore della Roma Turone. “Quel gol ci avrebbe permesso di superare la Juventus e di vincere lo scudetto (che la Roma vinse due anni dopo, nel 1983)” dice Falcao, mentre Causio è di un altro parere e se la ride. Il rimpianto è la finale di Coppa Campioni persa contro il Liverpool nel 1984. “Mi faceva male la gamba, non sono arrivato a tirare il quinto rigore, però penso che non fossimo ancora pronti per una partita così importante”.

Alla fine il discorso ritorna sul campionato italiano. La sorpresa Udinese e la Roma possono vincere lo scudetto? “Oggi è una squadra forte, ma non penso ce la farà” ammette Zico, “i giallorossi possono riuscirci, ma è il Napoli la squadra che mi è piaciuta di più finora” dice l’ex romanista.

Tra un paio di mesi comincia il mondiale in Qatar e le stelle brasiliane puntano sul Brasile. “Anche se l’Italia del 1982 sarebbe stata la favorita”. E la mente ritorna a quel pomeriggio di luglio di quaranta anni fa.

(ao)

Secolo Trentino