Cultura

Berlusconi promette cose: è il momento del “bus di tro.e!”

Non è che sia una novità che i giovani escono e si trovano con delle giovani, ma che Silvio Berlusconi si ingegni a portare in giro femmine è una cosa che suona di già sentito. Ma che è successo questa volta? Niente.

Se ci si chiama Silvio Berlusconi si rischia di avere a che fare con ragazze che hanno appena la maggiore età, ma da qui a fare un lavoro di contro-moralismo, ben lungi.

Bisogna mettere nero si bianco quello che Silvio Berlusconi ha detto ai giocatori del Monza. Ecco le parole: “Abbiamo trovato un nuovo allenatore che era l’allenatore della nostra squadra Primavera: è bravo, simpatico, gentile e capace di stimolare i nostri ragazzi. Io ci ho messo una stimolazione in più, perché ai ragazzi che sono venuti qui adesso ho detto: ‘ora arrivano Juventus, Milan eccetera e se vincete con una di queste grandi squadre vi faccio arrivare nello spogliatoio un pullman di troie“.

Primavera sono le promesse del calcio, i giovani che possono e sono in grado di arrivare alla serie ALe troie non si sa chi siano, nel senso che in questo frangente noi poveri tristi mietitori non sappiamo se Silvio Berlusconi si riferisse a persone in carne ed ossa che fanno sesso a pagamento, se non esistano troie, se non sia il caso di perdere tempo. E fino a qui, come dice colui che cade dal X piano del palazzo: tutto bene.

Quello che ci compete, però, è che non è compito di un giornalista imporre una visione morale, infatti troie può essere un insulto calunnioso, se si riferisce a chi non si sente adeguatamente descritto, oppure può essere piacevole (molti si danno della troia per riferirsi a persona senza scrupoli, non sempre dire a qualcuno che è una troia è offensivo).

Quello che pare è che Silvio Berlusconi abbia scherzato, perché su facebook ha scritto: “Francamente non pensavo, e nessuno poteva immaginare, che una semplice battuta “da spogliatoio” scherzosa e chiaramente paradossale, che ho rivolto ai calciatori del mio Monza potesse suscitare commenti tanto malevoli quanto banali e irrealistici. Compiango questi critici. Forse è solo la loro assoluta mancanza di humor a renderli così tristi ed anche così gratuitamente cattivi nell’attaccare coloro che considerano nemici. Ma siamo a Natale. E allora tanti auguri anche a loro.”

Noi non eravamo presenti, non siamo nello stato di famiglia dei giocatori del Primavera e non siamo su un pullman. Tutto ciò è abbastanza consolatorio. E ciascuno pensi di questo fatto tutto quello che vuole, perché in uno stato libero e democratico l’opinione è sacra.

Martina Cecco

Secolo Trentino