La sala Dialogo dei padri Verbiti, lunedì sera, non è riuscita a contenere l’afflusso: seduti, in piedi, stipati anche negli angoli. Centinaia di persone si sono strette attorno a padre Alex Zanotelli per dire no alla corsa agli armamenti, in un incontro promosso dal Comune di Riva del Garda all’interno del suo percorso per la promozione della cultura della pace.
Una serata – come viene affermato dall’Ufficio Stampa dei Comuni di Arco e di Riva del Garda – intensa, densa di riflessioni, numeri, grida d’allarme e richiami alla responsabilità collettiva. Accanto a Zanotelli, il direttore dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo Raffaele Crocco e la consigliera comunale Francesca Mercadante, delegata alla promozione dei valori della pace. Presenti anche il sindaco Alessio Zanoni, la vicesindaca Barbara Angelini e l’assessora alla cultura Stefania Pellegrini.
«C’è un demone che si aggira per l’Europa: è il demone del riarmo» ha tuonato Zanotelli, riprendendo un suo recente appello. L’Unione europea – ha ricordato – ha deciso di investire 800 miliardi in armamenti, mentre al recente vertice NATO il nuovo segretario generale Mark Rutte ha chiesto ai 27 Paesi membri di portare al 5% del PIL la spesa militare entro il 2035.
Zanotelli – ricorda sempre il comunicato stampa dell’ufficio stampa dei Comuni di Arco e di Riva del Garda – ha criticato duramente la posizione del governo italiano: «Mentre la Spagna si è opposta, l’Italia ha chinato il capo. Se si arriverà davvero al 5% del PIL, il nostro Paese spenderà oltre 113 miliardi di euro all’anno in armamenti. È follia. Ha vinto il demone della guerra».
L’elenco delle cifre è impressionante: 100 miliardi di euro stanziati dalla Banca europea degli investimenti per il comparto militare, 500 milioni per una nuova base in Lituania, la costruzione dell’Eurodrome tedesco (già finanziato con 7 miliardi), il Golden Dome americano – uno scudo orbitale da 175 miliardi di dollari – e una corsa globale al riarmo che rischia di sfuggire di mano. Il tutto, ha sottolineato il missionario comboniano, «sottraendo risorse vitali a sanità, istruzione e sviluppo economico».
Il passaggio più inquietante è però arrivato sul nucleare: «Si parla di 100.000 nuove bombe atomiche teleguidate già pronte nei Paesi NATO: Belgio, Olanda, Germania, Italia e Turchia». Di fronte a questo scenario, l’appello di Zanotelli è stato chiaro: non più solo manifestazioni, ma obiezione di coscienza e azioni nonviolente diffuse. «La palla – ha concluso – è nelle nostre mani».
L’incontro si inserisce in un percorso strutturato del Comune di Riva del Garda per promuovere una cultura della pace, tra divulgazione, informazione e iniziative concrete. Un segnale forte e controcorrente in un’Europa sempre più attratta dalla logica delle armi.
