martedì, Febbraio 10, 2026
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Donatella Grosso: un caso sulle rive dell’Adriatico abruzzese

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Donatella è una bella e prosperosa trentenne molisana,  figlia unica di due insegnanti viterbesi, Mario e Tina, laureata in lingue a Pescara, amante del canto e descritta dagli amici come allegra e generosa; vive a Francavilla a mare, dove lavora in una non meglio identificata organizzazione, descritta (fonte “Chi l’ha visto?”) del tipo “piramidale”; scompare da Francavilla il 26 luglio 1996.

Negli ultimi mesi prima della scomparsa Grosso aveva conosciuto Marco Fioroni, uno studente di cui si era invaghita, pur sapendolo fidanzato con una ragazza della Pescara “bene”. Tina sostiene che la figlia le aveva preannunciato la rivelazione di un segreto, il che ha fatto pensare a una gravidanza.

In quella serata estiva la giovane donna uscì di casa intorno alle 23:30 con due valigie, sistemate nell’auto di Marco che era venuto a prenderla: furono visti dai vicini, una delle quali avrebbe testimoniato di liti e percosse in tempi precedenti.

Dopo, il buio. Lui dichiarò di averla accompagnata all’ingresso della stazione di Pescara. Arrivò qualche segnalazione da Napoli, nulla di fatto.

I genitori, con una compostezza e una dignità non da tutti, insistettero per far riaprire il caso, inizialmente trattato come allontanamento volontario. Nel mirino finì il compagno “condiviso” con l’altra, indagato per omicidio e occultamento di cadavere. Si effettuò l’esame del Dna  sul francobollo incollato all’ultima lettera inviata da Donatella alla famiglia, partita da Pescara il giorno dopo la sua scomparsa, con cui lei avvisava i genitori della sua partenza improvvisa, si estese l’analisi alla missiva stessa. In televisione si parlava dell’insofferenza di Fioroni per quella fidanzata bis, che avrebbe voluto un impegno preciso nei suoi confronti.

In particolare un ignoto amico della Grosso avrebbe sostenuto che la ragazza aveva preannunciato un lungo viaggio con Marco, da tenere nascosto ai genitori, che l’avrebbero creduta in giro da sola; ad un’ altra amica avrebbe scritto: “ Sono sicura che mi perdonerai, sai quanto è importante per me e per questo lo seguo. Voglio fare questo ultimo tentativo.”

A dispetto delle dichiarazioni dell’avvocato Giacomo Frazzitta ( lo stesso della madre di Denise Pipitone), che aveva promesso battaglia, il caso è stato archiviato. Papà Mario se n’è andato nel 2014, dopo aver dichiarato in televisione che sua figlia avrebbe meritato gli stessi sforzi messi in atto per Roberta Ragusa ( peraltro a sua volta non ritrovata). Mamma Tina, nel 2019, fece decretare infine la morte presunta, dopo le lusinghe di un investigatore privato che aveva promesso novità sconvolgenti.

Si ha l’impressione che i familiari degli scomparsi non siano certo tutti uguali. Alcuni avanzano sommessamente, spesso rovinandosi in indagini private, sperando nella giustizia; altri tendono al gesto clamoroso, all’accusa senza prove, all’apparire, chiedendo a gran voce allo Stato di sobbarcarsi accertamenti costosi e, dopo decenni, inutili.

I genitori Grosso appartenevano alla prima categoria: non puntarono mai il dito, non si affiancarono a criminologi più o meno di grido, rispettarono le decisioni.

La pista battuta sembrava, in effetti, la più probabile; non conosciamo gli atti, ma pare che qualche ricerca in quella direzione sia stata compiuta, senza esito. Il problema, in questi casi, è che si finisce per abbandonarne altre.

Donatella era adulta e indipendente, ma non è chiaro di che proventi disponesse e se la sua attività nella misteriosa ditta le potesse aver procurato problemi. Le lettere agli amici lascerebbero intravedere agitazione e insofferenza, ma non abbiamo mai sentito citare il Fioroni: forse orbitava nell’esistenza effervescente della giovane un anelito alla fuga dalla routine? O qualche minaccia? Nessuno ne ha mai parlato, nemmeno Fioroni il quale non ha mai rilasciato dichiarazioni; e, ovviamente, dopo essere scampato alle accuse, si è fatto dimenticare.

Carmen Gueye

carmengueye
carmengueye
Genovese, ex funzionario ministeriale nell’ambito della pubblica sicurezza, è autrice di libri, saggi e romanzi; articolista e già pubblicista, si occupa particolarmente di cronaca nera e spettacolo

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