La rete di piste ciclabili del Trentino si arricchisce di un’opera destinata a fare scuola a livello internazionale. A Moena è stato inaugurato il nuovo tratto della ciclopedonale delle Valli di Fiemme e Fassa, che segna un primato mondiale: la prima galleria idro-ciclo-sciabile-pedonale, capace di integrare quattro funzioni in un’unica infrastruttura.
Il nuovo collegamento, lungo 1.254 metri, permette ora di pedalare in sicurezza da Moena fino a Penia, attraversando il cuore della Val di Fassa e unendo idealmente la valle alla vicina Val di Fiemme. Un passo decisivo verso il completamento di un itinerario ciclabile che, una volta ultimati i lavori in Valsugana, consentirà di partire da Trento e raggiungere la Val di Fassa interamente in bicicletta.
Un’infrastruttura unica al mondo
Il punto più innovativo del progetto è la galleria in roccia di 21 metri realizzata in prossimità del “Pont de Mur”. In estate, è un passaggio sicuro per pedoni e ciclisti; in inverno, diventa parte del tracciato della Marcialonga di sci di fondo; e in caso di piena eccezionale del torrente Avisio, funge da sfogo idraulico, contribuendo alla sicurezza idrogeologica del paese.
«La nuova galleria è unica al mondo perché racchiude quattro funzioni – ha spiegato Sergio Deromedis, dirigente del Servizio gestione strade –. Quando le acque rischiano di diventare devastanti, la struttura aiuterà a smaltirle più velocemente: l’acqua entrerà a monte e uscirà a valle, mentre il passaggio sarà temporaneamente chiuso a pedoni e ciclisti».
Turismo lento e sicurezza
L’opera, dal costo complessivo di 1,7 milioni di euro, è stata realizzata interamente in sede propria, con due corsie a doppio senso e una carreggiata di tre metri pavimentata in asfalto. Il tracciato corre lungo le sponde dell’Avisio, sostituendo il vecchio percorso promiscuo con la viabilità ordinaria, caratterizzato da pendenze eccessive e scarsa sicurezza.
Per il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, si tratta di «un collegamento di straordinaria bellezza immerso nelle nostre montagne, che unisce due valli simbolo del Trentino e valorizza il cicloturismo come motore economico e ambientale».
Il sindaco di Moena Alberto Kostner ha sottolineato come l’intervento «unisce tutela dell’ambiente, sicurezza idraulica e sviluppo di un turismo green di qualità, riducendo traffico ed emissioni nelle Dolomiti».
Il procurador del Comun General de Fascia Edoardo Felicetti ha ricordato l’importanza dell’opera anche per la mobilità sostenibile: «Spostare le famiglie che vanno in bicicletta dalla strada significa aumentare la sicurezza, promuovere il cicloturismo e proteggere il territorio».
Un ponte verso la cultura ladina
L’assessore regionale alle minoranze linguistiche Luca Guglielmi ha aggiunto un aspetto culturale: «Chi percorre questa pista scoprirà musei, tradizioni e la ricchezza della cultura ladina. È un passo importante per valorizzare la Val di Fassa anche in chiave identitaria».
Dettagli tecnici e rispetto dell’ambiente
Tra le opere realizzate, spicca la sostituzione del vecchio ponte in legno lamellare con una struttura mista acciaio-calcestruzzo di 24,5 metri di lunghezza e 4 di larghezza, più resistente e duratura. Sono stati inoltre realizzati muri di sostegno e scogliere in massi ciclopici per proteggere la pista e gli edifici dall’erosione.
Il tracciato è stato progettato con attenzione al consumo di suolo: gran parte sfrutta percorsi già esistenti o aree marginali, garantendo un inserimento armonioso nel paesaggio dolomitico.
Con questa inaugurazione, la rete cicloviaria del Trentino raggiunge oltre 490 chilometri e conferma il ruolo strategico del cicloturismo per l’economia locale, con oltre 2,8 milioni di passaggi registrati lo scorso anno.

