I parcheggi nella zona di San Donà diventano un caso politico. A sollevare la questione è il consigliere comunale Alex Voyat, primo firmatario dell’interrogazione presentata dal gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale. Al centro del documento ci sono le difficoltà dei residenti, spesso costretti a confrontarsi con sosta selvaggia, mancanza di segnaletica e auto di non residenti che occupano gli spazi disponibili.
Voyat ha sottolineato come l’area compresa tra via 26 Settembre, via Villaggio Satellite e la zona del Vascon sia ormai segnata da una crescente pressione automobilistica. Nelle ore di punta, in particolare al mattino, i parcheggi vengono saturati da chi lavora in centro, lasciando i residenti senza possibilità di sosta. In assenza di un piano parcheggi chiaro, la situazione si traduce in auto parcheggiate su marciapiedi e aree verdi, con ripercussioni sulla sicurezza e sulla vivibilità del quartiere.
Secondo il consigliere di Fratelli d’Italia, la mancanza di controlli adeguati alimenta un senso diffuso di abbandono e insicurezza, tanto che alcuni cittadini hanno segnalato un via vai di veicoli sospetti, temendo un legame con attività illecite. Da qui la richiesta al sindaco Franco Ianeselli e all’amministrazione comunale di chiarire se esista una mappatura aggiornata dei parcheggi, se siano previsti controlli mirati e nuove regole di sosta e se sia programmata una segnaletica omogenea, con marciapiedi e aree verdi finalmente tutelate.
Voyat chiede inoltre di sapere se sia stato predisposto un vero piano parcheggi per San Donà, con tempi di attuazione, risorse necessarie e criteri di accessibilità. Non meno importante, per il consigliere, è il coinvolgimento della circoscrizione e dei cittadini, così da garantire una partecipazione reale alle scelte che riguardano la mobilità del quartiere.
L’interrogazione, firmata anche dagli altri consiglieri di Fratelli d’Italia, vuole riportare al centro la questione della vivibilità urbana. Per Alex Voyat, la gestione dei parcheggi a San Donà non è solo un tema tecnico, ma un nodo politico e sociale che tocca la qualità della vita dei residenti e richiede una risposta tempestiva e concreta da parte del Comune di Trento.

