Principe Hisahito e il Kakan-no-Gi: dopo 40 anni il Giappone ritrova un erede al trono

Share

Sono passati quarant’anni dall’ultima volta che la famiglia imperiale giapponese ha visto un giovane erede maschio celebrare il rito di maggiore età. Il 6 settembre 2025, il principe Hisahito ha compiuto il suo Kakan-no-Gi al Palazzo Imperiale di Tokyo. Un evento solenne che lo proietta ufficialmente nel futuro della successione al trono del Crisantemo. Non si è trattato soltanto di una cerimonia tradizionale, ma anche di un atto politico. Perché mentre in Europa le monarchie hanno adottato la primogenitura assoluta, in Giappone vige ancora la legge salica, che esclude le donne dalla linea dinastica. È per questo che gli occhi del Paese – e del mondo – erano puntati su Hisahito, simbolo di continuità in un impero che sembra voler restare immobile davanti al tempo.

Il Kakan-no-Gi, letteralmente “cerimonia del copricapo”, affonda le sue radici nella storia imperiale. Il Principe Hisahito ha così indossato l’abito da minorenne, il ketteki-no-hō, e il copricapo kuchō-kokusaku, salutando così l’ultima volta la sua giovinezza. Poi il passaggio: il cambio d’abito, la consegna del kanmuri, la corona cerimoniale che sancisce l’ingresso nell’età adulta. Infine la carrozza reale, la stessa usata dal padre nel 1985, lo ha condotto ai tre santuari del Palazzo Imperiale. Non un semplice rito, ma la riaffermazione di un legame dinastico che resiste da oltre duemila anni.

La forza simbolica di questa cerimonia è legata a una realtà delicata. L’attuale imperatore Naruhito ha una sola figlia, la principessa Aiko, nata nel 2001 e amatissima dal popolo ma esclusa dalla successione per legge. Il Giappone non ha mai modificato la norma, che consente l’accesso al trono solo ai discendenti maschi in linea diretta. Nel 2005 si discusse di riforma, ma la nascita di Hisahito nel 2006 chiuse ogni dibattito.

Il contrasto con l’Europa è evidente. In Paesi Bassi, Belgio e Svezia, la legge di successione è stata cambiata per riconoscere la primogenitura assoluta: il trono spetta al primogenito, senza distinzione di genere. Così principesse come Vittoria di Svezia o Elisabetta del Belgio sono oggi designate eredi al trono, pur avendo fratelli maschi più giovani. Il Giappone, invece, ha scelto la via della conservazione. Qui la linea maschile non è solo norma legale, ma parte integrante della cosmologia politica: l’imperatore è considerato discendente diretto della dea solare Amaterasu.

A rendere ancora più evidente la frattura tra la tradizione giapponese e la sensibilità internazionale è arrivata anche una presa di posizione delle Nazioni Unite. Nel suo rapporto del 30 ottobre 2024 (CEDAW/C/JPN/CO/9), il Comitato per l’eliminazione della discriminazione contro le donne (CEDAW) ha affermato che la legge imperiale giapponese, limitando la successione al trono ai soli discendenti maschi della linea maschile, è “incompatibile con gli articoli 1 e 2 e con l’oggetto e lo scopo della Convenzione” per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne. Tokyo ha respinto la critica, sostenendo che la successione imperiale non rientra nei diritti umani fondamentali e quindi non può essere considerata materia di discriminazione. Una replica che mostra quanto il Giappone sia deciso a difendere il carattere sacrale e maschile del trono del Crisantemo, anche a costo di opporsi alle pressioni internazionali.

Con il Kakan-no-Gi, Hisahito diventa il primo erede maschio adulto dopo quarant’anni. Dopo Naruhito, toccherà allo zio Akishino salire al trono, e poi a lui. L’intera continuità della dinastia sembra oggi poggiarsi su questo ragazzo di diciannove anni. Non è un caso che il dibattito politico sul ruolo delle donne nella successione si sia fermato con la sua nascita, ma la questione resta aperta: un solo erede maschio non basta a garantire la stabilità futura del trono del Crisantemo.

Dietro la sacralità dei paramenti, c’è però anche un giovane con passioni comuni. Hisahito è studente universitario, appassionato di biologia e di entomologia. Ha scritto saggi scientifici sulle libellule e si dedica allo studio della biodiversità urbana. Questo contrasto tra l’individuo e il simbolo, tra il ragazzo curioso e l’erede designato, racconta il dilemma stesso della monarchia giapponese: conservare la tradizione o rinnovarsi per sopravvivere.

Il 6 settembre 2025 non è stato soltanto il giorno in cui un principe ha indossato il copricapo della maggiore età. È stato un momento che ha richiamato la forza della storia e, insieme, le fragilità di un’istituzione antica. Il trono del Crisantemo vive oggi in un equilibrio sospeso. Da una parte, l’attaccamento a un passato millenario; dall’altra, l’urgenza di aprirsi a nuove possibilità. Con il suo Kakan-no-Gi, il Principe Hisahito ha mosso il primo passo, ma il destino della monarchia giapponese resta ancora una questione aperta.

M.S.

autorivari
autorivari
Voci diverse, radici comuni: autori e pensieri che hanno contribuito a Secolo Trentino

Leggi anche

Ultime notizie