Il procuratore dello Utah ha formalizzato sette capi d’accusa nei confronti di Tyler Robinson, sospettato dell’omicidio dell’attivista Charlie Kirk, ucciso il 10 settembre durante un evento pubblico. Tra le accuse figura anche l’omicidio aggravato, che nello Stato può comportare la pena capitale. L’accusa ha dichiarato l’intenzione di chiedere la pena di morte in caso di condanna definitiva.
Il primo è il più grave: omicidio aggravato, un reato capitale per avere intenzionalmente o consapevolmente causato la morte di Charlie Kirk in circostanze che hanno creato un grande rischio di morte anche per altri.
Segue il secondo capo, ossia la scarica di arma da fuoco con conseguente grave lesione personale, un crimine di primo grado.
Il terzo e il quarto capo riguardano entrambi l’ostruzione della giustizia: il primo come reato di secondo grado per aver nascosto il fucile utilizzato nella sparatoria, il secondo come reato di terzo grado per aver cercato di disfarsi degli indumenti indossati al momento dell’attacco.
Il quinto e il sesto capo si concentrano invece sull’intralcio ai testimoni: Robinson avrebbe chiesto al suo coinquilino di cancellare messaggi compromettenti e, successivamente, di rimanere in silenzio davanti agli inquirenti.
Infine, il settimo capo d’accusa riguarda la commissione di un reato violento in presenza di minori, un reato di classe A. Secondo l’accusa, Robinson avrebbe agito consapevole che bambini fossero presenti e potessero aver visto o sentito l’omicidio, commesso – si legge – sulla base dell’espressione politica di Charlie Kirk.

