martedì, Febbraio 10, 2026
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Olio. “Scatta campagna di raccolta delle olive. Produzione in aumento di circa 30%”

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“E’ scattata in tutta Italia la campagna di raccolta delle olive che quest’anno vedrà una netta ripresa rispetto alla scorsa stagione, quando la siccità aveva devastato la produzione soprattutto al Sud”.

A dirlo è un’analisi congiunta di Unaprol, Coldiretti e Foa Italia, basata sulle prime rilevazioni condotte tra olivicoltori e frantoiani, la produzione nazionale di olio dovrebbe risalire intorno alle 300mila tonnellate, con un aumento di circa il 30%.

Si tratta ovviamente di una stima a campagna appena iniziata, chiariscono ancora le associazioni, che dovrà essere confermata sulla base dell’andamento climatico delle prossime settimane.

Il Sud fa da traino

La situazione più positiva si registra al Sud dove l’aumento rispetto allo scorso anno potrebbe andare tra il 30% e il 40%, grazie alle piogge di luglio e agosto che hanno mitigato gli effetti del caldo anomalo di maggio e della prolungata siccità che avevano parzialmente compromesso la fioritura. Puglia e Calabria da sole rappresentano oltre il 60% della produzione nazionale

Problemi al Nord e al Centro

Il Nord Italia si prepara a una campagna difficile, con un calo drastico della produzione che si ipotizza attorno al 40% dovuto soprattutto al maltempo. Nel Centro Italia, le prime rilevazioni indicano una situazione “a macchia di leopardo”, con previsioni di una lieve diminuzione produttiva, tra il 10% e il 15% rispetto all’anno precedente.

Le novità della campagna

La nuova campagna di raccolta delle olive si apre con una novità importante per la valorizzazione dell’olio italiano. Un decreto fortemente sostenuta da Coldiretti e Unaprol  impone un limite di 6 ore per la registrazione della consegna delle olive. L’obbligo di registrare i movimenti delle olive entro sei ore dall’acquisto, senza interruzioni, è una misura chiave per bloccare i flussi fittizi di “falso prodotto” che danneggiano i produttori onesti e destabilizzano le produzioni locali. 

In merito si è espresso direttamente David Granieri, vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente Unaprol, specificando: “Un passaggio epocale per il settore. Con questo decreto si chiude definitivamente l’epoca delle olive senza nome e senza provenienza, e si apre una nuova fase fondata sulla trasparenza, sulla responsabilità e sulla valorizzazione del prodotto italiano. L’aumento di produzione non deve però distogliere dall’urgenza di investimenti in infrastrutture, ricerca e innovazione in tutte le aree del Paese. Serve implementare piani di sviluppo che garantiscano al comparto olivicolo italiano la resilienza necessaria ad affrontare le crescenti e imprevedibili sfide climatiche future. L’obiettivo rimane quello di sostenere tutti i produttori e rafforzare la posizione di eccellenza dell’olio extra vergine d’oliva italiano sui mercati globali”.

Un settore da record

L’olio d’oliva rappresenta un comparto strategico per il Made in Italy agroalimentare, grazie all’impegno delle circa 400mila aziende agricole nazionali per garantire un prodotto dagli standard elevatissimi, con un patrimonio di 250 milioni di piante e 533 varietà di olive, il più vasto tesoro di biodiversità del mondo, secondo l’analisi Coldiretti. L’Italia ha la leadership in Europa per il maggior numero di oli extravergini a denominazione in Europa (43 Dop e 7 Igp).

(Fonte: Coldiretti)

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