Un Auditorium Santa Chiara gremito ha accolto con un lungo e caloroso applauso l’entrata sul palco di Michel Platini alla prima serata dell’ottava edizione del Festival dello Sport di Trento. L’ex giocatore francese degli anni 70 e 80 del secolo scorso, universalmente definito dagli addetti ai lavori uno dei migliori calciatori della storia, ha richiamato una folla molto eterogenea, composta da persone di tutte le età, anche giovanissimi che hanno potuto conoscere e scoprire le gesta del fuoriclasse transalpino solo tramite i racconti dei più grandi oppure con i video su “YouTube”.
Incalzato dalle domande del giornalista della “Gazzetta dello Sport” Fabio Licari, Platini non si è sottratto e ha espresso senza remore i propri pensieri, le sensazioni e i vissuti dagli inizi della sua carriera fino all’esperienza come Presidente dell’UEFA durante la quale fu accusato di corruzione: pochi giorni fa però, al termine delle indagini e dopo 10 anni di attesa, è stato completamente scagionato. Su questo punto Platini afferma che per colpa di quell’accusa infondata (ovvero aver ricevuto in modo fraudolento 2 milioni di euro come consulente, in realtà con regolare contratto e dichiarati al Fisco della Svizzera) ha perso l’occasione di diventare Presidente della FIFA, ruolo che a suo parere senza questa vicenda gli sarebbe stato certamente assegnato.



Ripercorrendo la sua carriera, “Le Roi” (così fu soprannominato all’epoca) sottolinea come il calcio sia stato un divertimento, una passione fortissima, e fare gol (più che un assist) gioia pura. E’ stato 3 volte capocannoniere del Campionato di calcio Italiano, 3 volte Pallone d’oro consecutive (la prima volta nella storia), vincitore di numerosi trofei nazionali e internazionali. Tante le sue vittorie e qualche sconfitta cocente, ma Platini ha detto che non rifarebbe nessuna partita, perché “non mi pento di quello che ho fatto, sono un orgoglioso, poi non sempre vince il più forte”.
Il fuoriclasse francese ha sottolineato il suo amore per l’Italia (paese di origine dei nonni) che dice di voler visitare liberamente e in modo anonimo per recuperare il tempo perduto e che già si sta organizzando (dopo aver visitato Trento afferma che sarà qualche giorno a Venezia).
Non sono mancati i momenti “nostalgia” con i ricordi sull’Avvocato Agnelli, Boniperti e Trapattoni durante la sua permanenza la Juventus (“Eravamo forti, una bella squadra, non avevo problemi con i compagni”, “A volte sollecitavo Trapattoni a giocare più all’attacco”). Elogi anche all’ex compagno di squadra Boniek, di cui è stato mostrato un video di saluto a Platini.
Per quanto riguarda altri argomenti toccati durante l’incontro, Platini pensa che “Il VAR andrebbe tolto perché lascia molto meno spazio discrezionale all’arbitro, piuttosto lo utilizzerei solo per il fuorigioco” e, sui paragoni con altri famosi giocatori “Non si può dire chi è il giocatore più forte di sempre, non si possono paragonare epoche e modi di giocare diversi. Il mio idolo era Cruijff” Infine, a qualche spettatore che gli chiedeva di diventare dirigente della Juventus, il campione francese ha risposto che “Voglio lavorare per il bene del calcio nell’insieme, non per un’unica squadra. E poi non si vive 2 volte una storia d’amore.
Giovanni Gobber


