Cambiare il modo in cui si vive una città può passare da dettagli che spesso diamo per scontati: un cartello, una freccia, una mappa. Da dicembre, Trento aggiornerà la propria segnaletica turistica con un progetto completamente rinnovato, destinato a trasformare l’esperienza dei visitatori e, allo stesso tempo, a valorizzare il patrimonio culturale diffuso nel centro storico.
A distanza di 17 anni dalla cartellonistica attuale, la città si prepara a sostituirla con un sistema moderno, ordinato e soprattutto pensato “per farsi capire” da chi arriva, molto prima che per abbellire. Non sarà un restyling di facciata: cambia l’approccio, cambia la modalità di orientamento e cambia persino la mappa mentale della città, suddivisa ora in otto distretti riconoscibili non solo per il nome, ma anche per il monumento-simbolo che li rappresenta. Piazza Duomo, Piazza Fiera, Università e Polo cittadino, Castello del Buonconsiglio, Stazione e piazza Dante, Giro al Sass, Piedicastello e Doss Trento, Le Albere e Muse: il centro non sarà più solo un punto di arrivo, ma un mosaico di identità.
L’obiettivo è evitare lo smarrimento tipico del turista che arriva in stazione e non sa da dove iniziare. Nei luoghi di accesso principali – nodi ferroviari e parcheggi vicini al centro – compariranno cartelli che permetteranno di avere subito una visione d’insieme della città e dei luoghi da non perdere, senza dover compulsare lo smartphone. Dentro ciascuna macroarea, invece, una segnaletica dedicata racconterà non solo monumenti e musei, ma anche servizi essenziali come fontanelle, bagni pubblici, ciclobox. Un’informazione utile, semplice, concreta, che aiuta davvero chi cammina.
La novità probabilmente destinata a cambiare l’esperienza del turista è però la segnaletica direzionale che riporterà anche i tempi di percorrenza a piedi per raggiungere i monumenti principali. Per una città che punta sul turismo lento, è un messaggio preciso: non correre, vivi la città, guardala, attraversala. Trento diventa così più leggibile, più accessibile, più accogliente.
Il progetto non rispolvera solo ciò che già c’era: valorizza ciò che negli ultimi anni si è aggiunto al patrimonio cittadino. La nuova segnaletica includerà infatti siti aperti recentemente al pubblico, come la Villa di Orfeo, la Torre Civica e l’Aula di Simonino. In questo modo Trento non sarà solo la somma dei suoi monumenti più famosi, ma un racconto che continua ad arricchirsi.
La vice-sindaca e assessora alla Cultura, Elisabetta Bozzarelli, parla di “una città alpina che guarda alla sostenibilità e all’accoglienza”. Non solo un aggiornamento estetico, ma un vero modo di presentarsi al mondo e raccontarsi attraverso i suoi spazi. Lo stesso concetto è stato sottolineato anche dall’Azienda per il Turismo di Trento: non è un progetto pensato per i social o per il digitale, ma per persone reali che camminano e vivono le strade. Una scelta controcorrente in un tempo iperconnesso: la segnaletica resta fisica, materiale, e per questo più immediata e più universale, pur essendo integrata con strumenti digitali.
Il progetto è stato realizzato con Progetto turismo, in collaborazione con l’APT e con la supervisione della Soprintendenza provinciale. Il rinnovo non si fermerà ai cartelli: nel 2026 arriverà la nuova veste grafica dei totem informativi in tre lingue, con contenuti aggiornati e un’impostazione più moderna.


