Colpi di Marco: Una famiglia pericolosa

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Malgrado le testimonianze a loro favore; malgrado l’insegnante convocata ad accertare il grado d’istruzione dei bambini abbia stilato una relazione estremamente positiva; malgrado la perizia sanitaria abbia verificato che i bambini siano sani come pesci; malgrado i genitori siano due professionisti capaci di parlare e scrivere correttamente in ben 6 lingue; malgrado i consulenti forestali abbiano affermato che vivere nel bosco sia un toccasana per i bambini; malgrado il sindaco e ed i cittadini di Palmoli continuino a protestare invocando il loro ritorno, la decisione è stata presa:

La famiglia del bosco potrà riunirsi solo quando i genitori, ed i bambini, avranno imparato a cantare Bella Ciao.

Marco Vannucci

Fin qui il “colpi di Marco” dove mi diverto a scherzare con la penna, dosando l’ironia con l’altra faccia della medaglia gongolando la realtà.

Ma la famiglia del bosco merita più di una riflessione seria. Pensate se dovessimo seguire il loro esempio! Tutti a vivere in un bosco? No, non è questo il punto.

Pensate se il telefonino tornasse a quello degli albori, utile solo a telefonare o a ricevere le chiamate; pensate ad un mondo senza social, senza influencer, senza chi ti dica quale carta igienica usare quando vai al cesso.

Pensate ad un mondo senza il grande fratello, e ci siamo tutti non solo coloro in tv, siate consapevoli di questo. Pensate se le persone tornassero a parlare tra loro, se i ragazzi riscoprissero i giochi di ruolo, se il rapper nel cantare di violentare le ragazze non lo filasse più nessuno.

Pensate agli algoritmi o all’intelligenza artificiale, marchingegni infernali in grado di condizionare la vita, gli affetti, ed il lavoro.  Pensate tutto questo ed altro, tanto altro, ancora.

Se dovesse accadere vedremo i grandi colossi del news business sgretolarsi uno ad uno, mentre la società tornerebbe umana. Chissà se fosse pure per questo che sulla famiglia del bosco sia calato il silenzio.

Al proposito, tra un pensiero e l’atro, provate a pensare se tra 50 anni qualcuno vi domandasse: perché tutta questa miseria umana, tutto questo grigiore, questo imbruttimento, questo essere robotizzati?  Risponderete come in un vecchio film: perché noi come stronzi rimanemmo a guardare.

MV

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