Guerra in Iran e costo del petrolio: torneremo alla crisi del 1979?

Una terra senza libertà da 46 anni che ci ricatta con il prezzo del petrolio? Inaccettabile.

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Il regime di Khomeini si è insediato in Iran nel 1979, passando progressivamente da un regime in mano allo Scià di Persia, che era certamente un uomo sfarzoso, ma che aveva dato il via a una società discretamente progressista, a una TEOCRAZIA islamica sciita. 46 anni senza progresso, vissuti in una società statica, che si basa sul Velayat e Faqih. Guidato dall’Ayatollah Ruhollah Khomeini che per 10 anni ha imposto la SHARIA, ha ridotto progressivamente la libertà delle donne e ha iniziato a soffiare contro l’Occidente, in particolare gli USA. Aiutato fortemente dall’invasione in Afghanistan della Russia, che tenne in mano il potere militare della Guerra Fredda a bocce ferme.

Quella che nel 1979 è conosciuta come Rivoluzione Islamica (in quanto in Occidente spesso usiamo le parole a caso) non fu una Rivoluzione (che ha un senso progressista) bensì una Restaurazione ottenuta con un regolare Referendum, che diede il via alla Repubblica islamica. Khomeini divenne così responsabile religioso e politico come Guida suprema. In Europa accadde qualcosa del genere col Dictatus Papae, una raccolta di 27 affermazioni che sanciscono il primato del Papa su ogni autorità terrena, inclusi re e imperatori, redatta da Gregorio VII nel 1075.

Il regime è intervenuto molto gradualmente, reprimendo le opposizioni, fintanto che negli anni ’90 la vita poteva risultare ancora accettabile. Welfare e sistema pensionistico e le abitudini moderne erano ancora in gran parte tollerati. Alla morte del primo erede di questa Repubblica islamica, avvenuta nel 1989, la situazione politica dell’Iran non si riteneva potesse diventare un reale pericolo per l’Occidente.

Dal 1989 un deterioramento della morale

E’ nel 1989 che Alì Khamenei porta avanti un’ideologia prevalentemente religiosa, cancellando passo dopo passo i principi della democrazia, stringendo sempre più la morsa dell’etica civile sulla morale. Dal 2022 al 2024 si è reso necessario intervenire spesso nell’opinione pubblica occidentale, per denunciare l’oppressione delle donne. A partire dal 2025 la violenza ha toccato ogni forma di comunicazione e di cultura, particolarmente colpendo gli studenti. Ma la morale è un punto di vista. Per l’occidente si parla di regresso.

Il precipitare della situazione dell’Iran, partendo dal conflitto contro Israele, sempre mantenuto vivo per procura, attraverso il rifornimento di armi ai terroristi, è stato totale, con l’attacco all’Iran da parte degli USA. Gli USA stanno conducendo una guerra preventiva allo scopo di smilitarizzare completamente l’Iran, togliendogli non solo le armi più pericolose, ma anche ogni struttura per la costruzione di ordigni nucleari e togliendo il sostegno da parte delle nazioni amiche dell’Iran, a causa delle continue minacce contro Israele e contro l’Occidente.

I costi della guerra si riflettono in Europa

L’Occidente, di fronte a questo conflitto in Iran, sta vivendo i costi della guerra, che vengono recuperati attraverso il metodo più classico: l’aumento dei costi dell’energia e della benzina, che si riflettono in questo modo su tutti i beni, compresi quelli alimentari. Mentre il Governo promette di aiutare le imprese e le famiglie, la speculazione è molto evidente.

I prezzi non sono aumentati perché vengono colpiti i pozzi petroliferi in Iran, sarebbe abbastanza infantile crederci. Crescono perché salgono le spese della guerra stessa e quindi è il modo più veloce per pagarla. La guerra in Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz hanno già fatto aumentare il prezzo della benzina in Italia tra il 9% e il 10%, mentre il diesel è cresciuto tra il 20% e il 24%.

Il costo reale della benzina e dell’energia aumenterà con la fine dello stoccaggio attuale, si parla di circa 5 mesi, ovvero durante il periodo estivo. Partendo dal mese di luglio inizieremo a pagare non solo le spese della guerra, ma anche le spese dell’aumento del carburante. Che a quel punto sarà il rimanente di quello che oggi viene limitato a causa di una serie di problemi di accaparramento delle risorse. Quindi, per tornare al senso dell’argomento, possiamo attenderci un aumento dei costi pari alla Crisi energetica del 1979.

La crisi del petrolio del 1979

La crisi del petrolio del 1979 è stata innescata dalla caduta dello Scià in Iran, regione che all’epoca ha ridotto la produzione mondiale di petrolio del 15%, facendo raddoppiare i prezzi del greggio a oltre 35 dollari al barile. Questo evento, aggravato dal conflitto Iran-Iraq, ha causato un grave shock economico globale e recessione in Occidente.

La Spagna ad oggi ha ridotto il prezzo del carburante non perché non appoggia la guerra in Iran. No, ha abbassato il prezzo del carburante tagliando l’IVA, è una scelta politica, esattamente come per l’Italia. Il Governo sta intervenendo attraverso il credito d’imposta e il taglio delle accise. Nel resto d’Europa il prezzo del carburante non è inferiore.

Un sacrificio per la libertà

Per i diritti delle donne iraniane e degli studenti iraniani, che dal giorno in cui io sono nata non hanno più avuto la democrazia, possiamo prendere l’autobus, risparmiare, andare a piedi, in bicicletta, lasciando la macchina ferma.

Sperando che questa guerra finisca al più presto, perché nessun occidentale vuole entrare in guerra contro il popolo iraniano.

Martina Cecco

martinacecco
martinacecco
Giornalista pubblicista e facebook blogger. Scrivo per Donnissima il blog in rosa dal 2005. Dirigo Secolo Trentino e Liberalcafé. Laureata in Filosofia Politica presso l'Università degli Studi di Trento. Lavoro dal 2024 come PR e Merchandiser presso Eventi, GDO, Retail e Ristorazione. Collaboro con YouGov per il monitoraggio degli andamenti di mercato come Data Insert. Ho concluso un mastering post laurea, la Scuola di Formazione Politica presso la Fondazione Luigi Einaudi. Sto frequentando il Master in Giornalismo presso la RCS Business Academy, presso il Corriere della Sera.Nel tempo libero scrivo poesie, brevi saggi, innesti filosofici, pratico molto sport. Socio sostenitore di Secolo Trentino e Lodi Liberale, sostengo UNHCR per i rifugiati politici e alcune associazioni che pagano cure mediche per malattie rare e supporti tecnici per i disabili. :-)

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