Il decreto bollette ottiene il via libera definitivo del Senato e diventa legge, ma l’approvazione non spegne il confronto politico ed economico attorno a uno dei temi più sensibili di questa fase: il costo dell’energia e la capacità dello Stato di dare risposte credibili a famiglie, imprese e filiere produttive.
Le reazioni arrivate subito dopo l’ok di Palazzo Madama mostrano infatti tre letture diverse dello stesso provvedimento. Coldiretti sottolinea il risultato ottenuto sul fronte delle bioenergie, dei bioliquidi e del biogas; l’Unione Nazionale Consumatori esprime invece un giudizio solo parzialmente positivo, salvando la stretta sul telemarketing ma contestando l’impianto delle misure sulle bollette; la maggioranza, con la senatrice Michaela Biancofiore, rivendica il carattere concreto del testo e respinge le accuse delle opposizioni.
Per Coldiretti, il decreto conferma misure importanti a sostegno della filiera italiana delle bioenergie e rappresenta un segnale rilevante in una fase segnata da crisi energetiche e tensioni geopolitiche. L’organizzazione agricola sostiene che il settore stia diventando sempre più strategico per il Paese e che le modifiche introdotte rispetto alla prima stesura offrano maggiori certezze alle aziende impegnate nelle rinnovabili, ai progetti legati al Pnrr e agli investimenti in corso. Nel comunicato diffuso l’8 aprile, Coldiretti parla di norme che accompagnano meglio le imprese produttrici di energia rinnovabile, tutelando posti di lavoro, sostenibilità agricola e contributo dell’agricoltura alla decarbonizzazione e all’autonomia energetica nazionale.
Di tono diverso la posizione dell’Unione Nazionale Consumatori. L’associazione accoglie con favore la norma che rende nulli i contratti conclusi telefonicamente per luce e gas in assenza di una richiesta del consumatore, giudicandola una risposta attesa da tempo contro le pratiche aggressive dei call center. “Era ora che si intervenisse”, afferma il presidente Massimiliano Dona, secondo cui molte famiglie negli anni sarebbero finite in offerte peggiorative proprio a causa di questo sistema. Ma il giudizio cambia sul resto del provvedimento: Dona definisce il decreto “molto deludente” sul fronte bollette e sostiene che non sia adeguato alla gravità del momento.
Sul piano politico, la senatrice Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Civici d’Italia, Nm, Udc, Maie, respinge invece l’idea che si tratti di misure tardive o occasionali. Secondo Biancofiore, il disegno di legge non nasce come conseguenza immediata delle ultime tensioni internazionali, ma come risposta a una fragilità energetica più profonda e strutturale. Nel suo intervento, la senatrice ha contrapposto quelle che definisce “misure concrete per famiglie e imprese” alle “misure spot” evocate dalle opposizioni.


