Brennero, blocco il 30 maggio: allarme per turismo e tir

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Il Brennero rischia di trasformarsi, il 30 maggio, nel punto più fragile della mobilità tra Italia e Austria. La manifestazione ambientalista prevista sul versante tirolese dovrebbe portare alla chiusura dell’autostrada A13 tra Schönberg e il confine italiano dalle 11 alle 19, con conseguenze potenzialmente pesanti per traffico, turismo, autotrasporto e imprese.

La data è particolarmente delicata. Il blocco cade infatti in un periodo di forte mobilità internazionale, con flussi turistici dal mondo tedesco e mitteleuropeo verso l’Italia e con una pressione già elevata lungo l’asse del Brennero. A preoccupare non è solo l’interruzione di otto ore, ma l’effetto domino che potrebbe propagarsi verso Alto Adige, Trentino, Garda, Lombardia e più in generale Nord Italia.

A lanciare l’allarme è anche Regione Lombardia. L’assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Moda, Debora Massari, ha parlato di una situazione seguita “con grande attenzione”, sottolineando la preoccupazione di albergatori, commercianti e amministratori locali. “Il turismo ha bisogno di stabilità, certezze e infrastrutture pienamente funzionanti, non di interruzioni che rischiano di compromettere la mobilità e la programmazione di imprese e famiglie”, ha dichiarato.

Massari ha fatto sapere di essere in contatto con l’ambasciatore italiano in Austria, Giovanni Pugliese, per rappresentare le preoccupazioni dei territori e del sistema turistico lombardo. Il punto, per la Lombardia, è evitare che una protesta su un’infrastruttura strategica finisca per colpire chi viaggia, lavora, produce e accoglie.

Dal Trentino arriva una posizione ancora più netta. La consigliera provinciale Vanessa Masè ha definito la prevista chiusura “un atto irresponsabile”, sostenendo che il Tirolo non possa trattare il Brennero come una questione soltanto locale. Secondo Masè, il valico è un asse europeo vitale e non può diventare strumento di pressione politica, soprattutto in un fine settimana ad alta intensità di traffico.

Preoccupazione anche da Confindustria Trentino-Alto Adige, che chiede di evitare blocchi e divieti unilaterali e di puntare invece su soluzioni europee condivise. I presidenti Alexander Rieper e Lorenzo Delladio richiamano la necessità di garantire collegamenti efficienti e affidabili, indispensabili per catene di approvvigionamento, mobilità delle persone e competitività del sistema produttivo. La risposta, secondo Confindustria, non può essere affidata a chiusure emergenziali, ma a infrastrutture, intermodalità, innovazione tecnologica e trasferimento del traffico merci dalla strada alla ferrovia.

Il fronte più esposto resta però quello dell’autotrasporto. Andrea Pellegrini, presidente di FAI Conftrasporto del Trentino, teme code e congestioni lungo tutta l’asta dell’Autostrada del Brennero. Secondo l’associazione, il blocco a Gries am Brenner potrebbe produrre effetti ben oltre Bolzano, con ripercussioni anche sulla provincia di Trento e sul collegamento con l’A4 a Verona.

FAI Conftrasporto segnala inoltre il tema della sicurezza degli autisti. Il rischio è che molti conducenti restino fermi per ore in cabina, senza accesso adeguato alle aree di sosta e con conseguenze sui tempi di guida, sui riposi e sulla sicurezza stradale. A questo si aggiunge il danno economico per imprese già alle prese con costi elevati, carenza di personale e margini sempre più ridotti.

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