Un test per Hantavirus è stato effettuato su una turista argentina ricoverata a Messina, mentre a Milano è scattata la quarantena precauzionale per un contatto collegato al focolaio internazionale della nave MV Hondius.
Secondo quanto comunicato dal Ministero della Salute nella serata del 12 maggio 2026, la donna, partita il 30 aprile da una zona endemica dell’Argentina, è arrivata in Italia con un volo Buenos Aires-Roma e si è poi recata a Messina, dove è stata ricoverata per una polmonite.
Il campione biologico è stato trasportato dai Nas allo Spallanzani di Roma per le analisi. Sarà esaminato insieme a quello prelevato al venticinquenne calabrese già in isolamento fiduciario.
Sempre il 12 maggio, le autorità italiane hanno rintracciato a Milano un turista britannico considerato un contatto, perché aveva viaggiato sul volo Sant’Elena-Johannesburg su cui si trovava la moglie della prima vittima del focolaio. L’uomo è stato trasferito all’ospedale Sacco di Milano per la quarantena, insieme a un accompagnatore, in base a quanto previsto dal ministero.
Sul caso è intervenuta anche l’Agenzia europea per i medicinali, che sta monitorando il focolaio in coordinamento con gli altri organismi europei. L’Ema ha smentito le notizie false circolate online che tentano di collegare l’infezione da Hantavirus ai vaccini contro il Covid-19, chiarendo che non esistono evidenze scientifiche a sostegno di questa tesi.
Il focolaio è legato all’Andes hantavirus. Secondo l’Ema, si tratta dell’unico Hantavirus noto per poter essere trasmesso anche da persona a persona, ma generalmente attraverso contatti stretti e prolungati. La trasmissione principale degli Hantavirus resta comunque associata ai roditori infetti, attraverso il contatto o l’inalazione di particelle contaminate da urine, feci o saliva.
L’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ha aggiornato il bilancio del focolaio collegato alla nave Hondius: 11 casi complessivi, di cui 9 confermati e 2 probabili, con 3 decessi. Il rischio per la popolazione generale in Europa è attualmente valutato molto basso.
Il Ministero della Salute prosegue il tracciamento dei contatti e il monitoraggio della situazione, in raccordo con le autorità sanitarie europee. Al momento non esistono vaccini o terapie antivirali specifiche autorizzate contro l’Hantavirus: la gestione clinica si basa sulle cure di supporto e, nei casi più gravi, sull’accesso tempestivo alla terapia intensiva.
Le autorità invitano dunque a evitare allarmismi.

