L’Università di Trento conferma risultati positivi per regolarità negli studi, mobilità internazionale, occupazione e retribuzioni dei laureati. È quanto emerge dal Rapporto AlmaLaurea 2026, presentato oggi, che analizza le performance formative e gli esiti occupazionali di laureate e laureati degli atenei italiani.
Il rapporto ha preso in esame le performance formative di circa 335 mila laureati del 2025 in 81 università italiane: 195 mila laureati di primo livello, 107 mila dei percorsi magistrali biennali e 33 mila a ciclo unico. Per l’Università di Trento sono stati coinvolti 3.765 laureati e laureate del 2025, di cui 2 mila di primo livello, 1.394 magistrali biennali e 371 a ciclo unico.
L’indagine sugli esiti occupazionali ha invece riguardato circa 700 mila laureati di 81 università, di primo e secondo livello, contattati a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo. Per UniTrento il campione complessivo è stato di 7.504 persone.
Secondo il rettore Flavio Deflorian, il Rapporto AlmaLaurea 2026 conferma «le elevate performance formative» dei laureati e delle laureate dell’ateneo trentino. Gli studenti arrivano alla laurea con maggiore regolarità, età inferiore e voto migliore rispetto al quadro nazionale.
Uno degli elementi più rilevanti riguarda la provenienza. Il 60,5% dei laureati dell’Università di Trento arriva da fuori regione, contro un dato italiano del 24%. Resta forte anche la dimensione internazionale: il 23% dei laureati e delle laureate UniTrento ha svolto un’esperienza di studio all’estero, in primo luogo Erasmus, un dato più che doppio rispetto alla media italiana del 10%. Tra i laureati magistrali a ciclo unico dell’ateneo la quota sale al 37,4%, contro il 15,8% nazionale.
Anche la regolarità negli studi risulta positiva. Il 67,5% dei laureati conclude il percorso universitario in corso, con valori pari al 69% tra i laureati di primo livello e al 70,9% tra i magistrali biennali. Il voto medio di laurea è 104,1 su 110.
Il rapporto evidenzia inoltre un alto grado di soddisfazione per l’esperienza universitaria complessiva, dichiarata da circa 9 persone su 10. La valutazione tiene conto del rapporto con il corpo docente, delle attività didattiche svolte e dell’adeguatezza del carico di studio rispetto alla durata del corso.
Sul fronte occupazionale, UniTrento registra dati particolarmente rilevanti per i laureati di secondo livello. A un anno dal titolo il tasso di occupazione è dell’84,3%; a cinque anni sale al 94,6%. Le retribuzioni mensili nette sono pari in media a 1.627 euro a un anno dalla laurea e a 2.090 euro a cinque anni.
«Anche in questo contesto i dati sono positivi», ha commentato Deflorian, sottolineando come l’ateneo si distingua sia per il tasso di occupazione dopo la laurea sia per il livello delle retribuzioni.
Il quadro che emerge dal Rapporto AlmaLaurea 2026 rafforza dunque il profilo dell’Università di Trento come ateneo capace di attrarre studenti da fuori regione, favorire percorsi internazionali e mantenere buoni collegamenti con il mercato del lavoro.

