Casa, affitti e Pnrr: per il diritto all’abitare mancano quasi 3 miliardi di fondi

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La casa è un diritto, ma continua a dipendere sempre più da un mercato segnato da affitti in crescita, investimenti disomogenei e difficoltà crescenti per famiglie, giovani e nuclei vulnerabili. A poche settimane dalla conclusione del Pnrr, il tema del diritto all’abitare resta uno dei nodi più delicati del piano.

A rilanciare il problema è Openpolis, che in un nuovo approfondimento segnala il divario tra le risorse inizialmente previste e quelle effettivamente finanziate. Il Pnrr aveva messo in campo circa 7 miliardi di euro per interventi legati alla riqualificazione urbana dei centri e delle periferie, alla qualità dell’abitare, all’edilizia sociale e ad altre misure connesse alla casa. Le misure per il diritto all’abitare risultano però finanziate per 4,1 miliardi di euro.

Il taglio o ridimensionamento delle risorse pesa in un contesto già difficile. Secondo i dati richiamati da Openpolis, tra il 2021 e il 2025 in alcuni quartieri della prima periferia di Roma e Milano gli affitti sono aumentati anche di oltre il 50%. Un dato che fotografa una tendenza più ampia: la pressione abitativa non riguarda soltanto i centri storici o le grandi aree turistiche, ma si sposta sempre più verso le periferie e le zone considerate fino a pochi anni fa relativamente accessibili.

Il problema non è solo economico. La difficoltà di accedere a un’abitazione stabile incide sulla possibilità di costruire percorsi familiari, lavorativi e sociali. Riguarda studenti, lavoratori fuori sede, anziani soli, famiglie monoreddito e persone in condizioni di fragilità. Quando il costo della casa cresce più rapidamente dei redditi, il diritto all’abitare diventa un obiettivo sempre più fragile.

L’analisi di Openpolis mette in evidenza anche la necessità di monitorare la distribuzione territoriale degli interventi. Non basta sapere quante risorse siano state previste: occorre capire dove arrivano, quali comuni coinvolgono, quali progetti finanziano e quale impatto concreto possano produrre sulle comunità locali.

La domanda di fondo resta aperta: il Pnrr riuscirà davvero a contribuire in modo decisivo alla garanzia del diritto alla casa, nonostante la riduzione degli investimenti? Il rischio è che l’emergenza abitativa continui a essere evocata nel dibattito pubblico senza trovare strumenti sufficientemente strutturali.

La questione riguarda anche i territori non metropolitani. Il caro affitti, la scarsità di alloggi accessibili, la pressione turistica e la difficoltà di reperire abitazioni per lavoratori stagionali o giovani famiglie sono fenomeni che toccano ormai molte aree del Paese. Senza investimenti organici e continui, il diritto all’abitare rischia di restare una formula politica più che una garanzia reale.

Redazione
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La Redazione di Secolo Trentino è il team editoriale del quotidiano online indipendente fondato nel 2013. Copriamo ogni giorno le notizie di cronaca, politica, economia e cultura dal Trentino e dall'Italia. Direttrice Responsabile: Martina Cecco.

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