Emergenza casa, Largher chiede un cambio di strategia sulle politiche abitative

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I dati dell’ultima raccolta delle domande di edilizia residenziale pubblica confermano, secondo Walter Largher, Segretario Generale della UIL del Trentino, una tendenza ormai strutturale: a fronte di un numero elevato di richieste, l’offerta di alloggi sociali continua a rimanere insufficiente. Un divario che, osserva, non rappresenta una novità, ma che si ripropone anche questa volta in termini sostanzialmente simili rispetto alle precedenti rilevazioni.

Nel testo diffuso, Largher sostiene che le politiche messe in campo finora non stiano producendo quel cambio di passo ritenuto necessario sul fronte della casa. In particolare, richiama il tema del recupero degli alloggi di risulta, più volte indicato da Itea come uno degli assi centrali del proprio impegno. Secondo la sua lettura, però, il numero limitato di alloggi effettivamente disponibili dimostrerebbe che il recupero del patrimonio esistente procede troppo lentamente rispetto all’urgenza del bisogno abitativo.

Tra i casi citati c’è quello della cosiddetta “Nave” di San Pio X, per cui il piano strategico di Itea prevede da tempo un progetto di finanziamento per il recupero dell’immobile. Largher osserva però che, almeno finora, non si registrerebbero avanzamenti significativi, mentre sul futuro della struttura si sarebbero susseguite nel tempo diverse ipotesi e cambi di indirizzo. Una situazione che, secondo il suo intervento, contribuisce ad alimentare incertezza e ritardi proprio mentre cresce la domanda di casa.

Nel comunicato viene poi ribadita la necessità di considerare l’abitare come una delle principali emergenze sociali dei prossimi anni, chiedendo che alla questione vengano destinate risorse adeguate e comparabili a quelle investite in altri settori oggi considerati prioritari. La critica di fondo è che l’impegno pubblico sul tema non possa esaurirsi in annunci o dichiarazioni di principio, ma debba tradursi in interventi strutturali e continuativi.

Largher allarga inoltre il ragionamento anche al mercato degli affitti privati residenziali, definito in evidente contrazione. In questo quadro, propone di rivedere anche lo strumento del contributo integrativo al canone di mercato, che pesa sul bilancio provinciale per oltre 7 milioni di euro all’anno. Secondo la posizione espressa, queste risorse potrebbero essere progressivamente orientate verso l’incremento stabile del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, con effetti ritenuti più duraturi nel tempo.

Un altro nodo richiamato è quello della cosiddetta “fascia grigia”, composta da nuclei familiari che non rientrano nei requisiti per accedere all’edilizia pubblica ma che, allo stesso tempo, faticano sempre più a sostenere i costi del mercato libero. Per Largher, dare risposta anche a questa area sociale sarà decisivo per evitare un ulteriore ampliamento dell’emergenza abitativa.

Il senso complessivo dell’intervento è che i numeri diffusi in questi giorni non debbano essere letti solo come una fotografia del presente, ma come un segnale della necessità di una revisione più ampia delle politiche pubbliche provinciali sulla casa. Nella sua analisi, la questione abitativa dovrebbe quindi tornare a essere una priorità reale e strutturale nell’agenda politica del territorio.

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