Aperture domenicali in Trentino, Piffer chiede il coinvolgimento delle imprese

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Il dibattito sulle aperture domenicali e festive del commercio torna al centro della discussione in Trentino. Dopo l’intervento dei sindacati sulla regolamentazione delle aperture nei giorni festivi, arriva la posizione di Massimo Piffer, presidente dell’Associazione Commercianti al Dettaglio del Trentino.

Piffer non chiude alla discussione. Al contrario, riconosce che il tema merita una riflessione seria, perché tocca questioni reali: qualità del lavoro, conciliazione dei tempi di vita, modello di sviluppo dei centri urbani, tenuta del commercio di prossimità e rapporto tra consumi e comunità. Il punto, secondo i commercianti, è però il metodo.

Per Piffer, un confronto sul futuro del commercio trentino dovrebbe partire dal coinvolgimento delle imprese e delle categorie che le rappresentano. Chi vive quotidianamente il mercato, organizza il lavoro, sostiene costi e responsabilità economiche e risponde alle esigenze dei consumatori deve essere parte del ragionamento fin dall’inizio.

La questione non è secondaria. Il commercio trentino non è un blocco uniforme. Dentro lo stesso comparto convivono negozi di vicinato, attività familiari, medie strutture, imprese più organizzate, esercizi inseriti nei centri urbani e operatori che lavorano in aree turistiche. Una disciplina pensata in modo astratto rischierebbe quindi di produrre effetti diversi a seconda dei territori e delle tipologie di attività.

Il tema delle aperture domenicali, del resto, è da anni uno dei nodi più sensibili nel rapporto tra lavoro, libertà d’impresa e qualità della vita. Da una parte ci sono le ragioni dei lavoratori e delle famiglie, con la richiesta di limitare un modello fondato sulla disponibilità continua di beni e servizi. Dall’altra ci sono le imprese, che chiedono di non ignorare gli equilibri organizzativi, economici e occupazionali costruiti nel tempo.

Secondo Piffer, non si può ragionare come se tutte le realtà fossero uguali o come se tutti i territori avessero le stesse esigenze. Il Trentino può certamente interrogarsi sul proprio modello di commercio, ma deve farlo dentro una cornice realistica, coerente con le regole della concorrenza e con un mercato profondamente cambiato.

La posizione dei commercianti, dunque, non è un rifiuto del confronto. È piuttosto la richiesta di evitare una contrapposizione rigida tra lavoratori e imprese, piccoli negozi e strutture più organizzate, qualità della vita e libertà economica. Il nodo vero è capire se esistano spazi per una proposta equilibrata, sostenibile e concretamente applicabile.

Redazione
Redazionehttps://secolo-trentino.com
La Redazione di Secolo Trentino è il team editoriale del quotidiano online indipendente fondato nel 2013. Copriamo ogni giorno le notizie di cronaca, politica, economia e cultura dal Trentino e dall'Italia. Direttrice Responsabile: Martina Cecco.

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