Con l’arrivo dell’estate torna anche il rischio delle truffe legate alle prenotazioni online delle case vacanza. Per questo Airbnb e Polizia di Stato hanno rinnovato la collaborazione con una campagna di sensibilizzazione rivolta ai viaggiatori italiani, con l’obiettivo di aiutarli a riconoscere i segnali di pericolo prima di versare acconti o confermare soggiorni.
Tra le frodi più diffuse c’è quella della cosiddetta “casa fantasma”: un alloggio pubblicizzato con immagini curate, prezzo competitivo e descrizioni convincenti, che però al momento dell’arrivo si rivela inesistente, irraggiungibile, diverso da quanto promesso o già occupato da altri ospiti. In altri casi il danno emerge ancora prima della partenza: dopo il pagamento dell’acconto, il presunto host smette di rispondere e il viaggiatore resta senza alloggio e senza rimborso.
Il fenomeno è diventato più difficile da intercettare anche per l’uso crescente dell’intelligenza artificiale. Se in passato un annuncio fraudolento poteva essere riconosciuto da errori grammaticali, fotografie poco credibili o testi approssimativi, oggi i truffatori possono creare descrizioni corrette, immagini sintetiche realistiche e siti clonati molto simili agli originali. Secondo quanto evidenziato nella campagna, si stanno diffondendo anche video deepfake con falsi host che presentano la proprietà.
A sorprendere è anche il profilo delle vittime. La fascia più colpita risulta quella tra i 18 e i 24 anni, spesso più abituata a muoversi rapidamente online e meno incline a verificare ogni passaggio. Gli over 65, invece, risultano tra i più prudenti.
“La raccomandazione è di fare della prudenza un’abitudine”, ha dichiarato Ivano Gabrielli, direttore della Polizia Postale e per la sicurezza cibernetica. I segnali d’allarme, ha spiegato, sono quasi sempre gli stessi: prezzo troppo basso, host che insiste per chiudere in fretta, richiesta di pagamento fuori piattaforma. In questi casi, la scelta corretta è fermarsi e fare ulteriori verifiche.
I consigli principali sono semplici ma decisivi: controllare sempre l’indirizzo del sito, evitare link ricevuti via sms, email o social, diffidare delle offerte troppo convenienti, non pagare mai con bonifico diretto, prenotare e comunicare solo attraverso la piattaforma ufficiale, leggere recensioni e profilo dell’host, segnalare subito eventuali anomalie.
Airbnb ricorda che comunicare e pagare solo all’interno della piattaforma consente di beneficiare delle tutele previste. Matteo Sarzana, Country Manager di Airbnb Italia, sottolinea che i tentativi di truffa sulla piattaforma sono “estremamente rari” anche grazie alla scelta di trattenere i pagamenti per l’host fino al check-in avvenuto.
Il consiglio finale, soprattutto in vista delle partenze estive, è non lasciarsi guidare dalla fretta. Un prezzo troppo basso, un pagamento richiesto fuori dai canali ufficiali o un host che spinge a concludere rapidamente non sono occasioni da cogliere al volo, ma campanelli d’allarme da non ignorare.

