Marcello Veneziani ha scritto il libro: “Nietzsche e Marx si davano la mano. Vita, intrecci e pensiero dei due profeti che sconvolsero il mondo” pubblicato da Marsilio, nel 2025. Il libro parte da una considerazione storiografica che parte dall’alveo del Romanticismo. Il primo al termine e il secondo all’inizio della carriera, si vedono immaginati in un incontro, di fantasia, a cena, per caso, in un ristorante.
Entrambi i filosofi portano avanti un concetto di lotta, esterna o interna, della persona, nella storia, nell’arco della vita. Prometeo diventa Proteo e entrambi i filosofi sono gabbati dalla storia. Non ci sarà un comunismo occidentale europeo, non ci sarà il rilancio del futuro: il superuomo, oltreuomo, diventa tecnologia.
Filosofia, storia e trascendenza
Il tentativo della tensione filosofica dei due filosofi è di sperare che ci sia qualcosa da dimostrare oltre a quello che vediamo che possiamo capire direttamente, perché si auspica che ci sia qualcosa di più, per l’uomo, ma distantemente dal concetto della fede e di Dio, un uomo nuovo che nell’età moderna deve emanciparsi con la tecnica.
Cos’ per entrambi diventa importante fare delle previsioni, comprendere se in futuro si potranno cambiare delle cose, ma la storia gabberà entrambi, darà merito a Nietzsche per quanto riguarda l’individualismo e il nichilismo.
Dalla letteratura alla politica
Se per Marx la storia è una lotta, per Nietzsche la storia è circolare, un eterno ritorno. Sono particolari due filosofi che devono dimistrare un ateismo critico, il primo, tragico, il secondo in questo modo Marx libera l’uomo dal divino, lo emancipa, lo lascia solo, paradossalmente prepara la società a comportarsi come vuole; Nietzsche invece annuncia che dopo la morte di Dio, i valori non hanno senso e scopo per cui vivremo per sempre nel buio. Così è proprio Nietzsche che aiuta a pensare che forse la morte di Dio è un fatto che non rende l’uomo felice. Marx, al contrario, vorrà togliere il velo alla fede, come sempre.
Entrambi i filosofi hanno avuto una enorme influenza nel ‘900, ma entrambi sono stati impiegati nella filosofia politica, anche laddove probabilmente molti non ne conoscono esattamente i tesi, ma aspirano a comprenderli.
Mettere a confronto due pensatori che non hanno quasi nulla in comune, se non il fatto di essere dei pensatori che volevano una frattura, è molto utile, perché consente di fare un percorso di ragionamenti che non sono scontati, che non sono già scritti. In questo modo abbiamo tra le mani un libro che prova a introdurre, non senza fantasia, a una lettura intensa della storia della filosofia, ma specialmente del peso che hanno avuto entrambi, nel ‘900, perché ci sono stati dei momenti nella storia recente in cui, se non si era della squadra di Marx, si era dalla parte sbagliata della storia, se c’era passione nicciana, si era di destra, insomma senza poter dare una definizione chiara dei due, se non storicismo e introspettivismo, senza poter chiudere una quadratura.
Due vite, due pensieri, due lotte
Nietzsche inizia a partorire il Zarathustra quando Marx muore, questo dovrebbe chiarire il perché i due filosofi tipicamente ottocenteschi, vestiti eleganti o in panciotto, parlano di un’umanità che scende in piazza e si scioglie per il socialismo, verso una società che scappa e resta sola individualmente con sé stessa.
Questo incontro, avvenuto il 5 maggio 1882, non fu un giorno in cui si incontrarono realmente, ma, essendo entrambi in viaggio, da Algeri e da Messina, potevano verosimilmente soggiornare a Nizza il giorno del compleanno di Marx. L’anno successivo Marx morirà. Marx non ha capito che il comunismo non ha avuto presa in USA e in Europa, ma nei paesi premoderni, arretrati, mentre Nietzsche non pensava che il suo oltreuomo sarebbe divenuto il simbolo che per molti è stato l’inno al nazismo, entrambi sono stati fagocitati e sono diventati altra cosa, sono stati brutalmente traditi dall’umanità.
Ad ogni modo, chi ha letto questi autori in tempi non sospetti, mai avrebbe pensato che sarebbero stati un simbolo per generazioni, per farne una visione politica, che tuttavia hanno ancora una volta qualcosa in comune. Un marxista nicciano? Mussolini. Proprio lui, che leggendo Nietzsche troverà ispirazione in sé, per niente pensando al nazionalismo, ma pensando a qualcosa di diverso. In qualche modo possiamo dire che i due filosofi crearono una personalità a chi era insoddisfatto e voleva qualcosa di forte. Eppure, sono stati alla fine entrambi traditi dalla verità storica.
MC

