24 ore per trovare l’intesa. E Di Maio si dice pronto a rinunciare ai veti su Berlusconi

Movimenti in Lega e Forza Italia: mentre Di Maio si dice pronto a rinunciare ad ogni veto nei confronti del leader di Forza Italia, B. potrebbe ora fare un passo di lato nell'accordo tra Lega e M5S.

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Dopo un vertice tra il leader della Lega Matteo Salvini e il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, è partita ora la richiesta al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di concedere ancora un giorno di tempo per trovare l’accordo e chiudere quest’ennesimo confronto. 

Richiesta che il Quirinale, oramai alle battute finali, pare aver concesso: 24 ore di tempo per chiudere e trovare l’intesa definitiva. Un ultimo tentativo per un accordo per formare il nuovo governo. In caso contrario le ipotesi sono quelle di un “governo neutrale” – atteso già nella giornata di oggi se non ci dovessero essere novità, nonostante Lega e M5s abbiano già detto di non voler concedere la fiducia  – o ritorno al voto quanto prima. Magari già a luglio.

Dopotutto, al termine delle consultazioni di lunedì scorso, il capo dello stato era apparso più deciso che mai di fronte ai giornalisti, richiamando i partiti e i loro leader alle loro responsabilità, affermando che un ritorno già verso luglio alle urne potrebbe rappresentare un pericolo, coronato dall’alto astensionismo per via delle vacanze estive.

Ecco dunque che un nuovo tentativo per evitare le ipotesi più drastiche sembra ora riemerso tra i due leader, che però non si risparmiano qualche frecciatina.

Di Maio si dice pronto a rinunciare ai veti su Berlusconi, ma ciò nonostante disposto al dialogo solo con la Lega. «Non c’è un veto su Berlusconi; c’è una volontà di dialogare con la Lega. Punto». «Noi – ha spiegato – vogliamo fare un governo che preveda due forze politiche e non quattro. Perché lo abbiamo visto cosa succede quando si fanno i governi a quattro o a cinque forze politiche. Abbiamo detto: andiamo avanti insieme per un governo del cambiamento. Qual è il veto? Nessuno», ha concluso, scaricando a Salvini e Renzi, dopo il fallito accordo con il PD, la responsabilità di un voto anticipato.

Salvini, dal canto suo, si dice ottimista. Nonostante Berlusconi abbia respinto un appoggio esterno all’accordo tra Lega e M5S, il pressing su Forza Italia è altissimo. Nel tentativo di scongiurare un ritorno al voto – che intimorisce anche B. per via del consenso che potrebbe perdere, visto che secondo l’ultimo sondaggio condotto la Lega potrebbe doppiare Forza Italia – ora lo stesso leader di Forza Italia potrebbe fare un passo di lato, pur restando un punto fermo nella coalizione di centrodestra.

Certo, “Forza Italia non può accettare nessun veto”, così come già letto in una nota stampa dello stesso partito, ma se a chiederlo sono i suoi diretti alleati il gioco cambia. Lo stesso Giovanni Toti, vicinissimo a B, pur parlando dell’impossibilità di un appoggio esterno all’accordo da parte di Forza Italia, ha aperto le porte ad un moderato «astensionismo benevolo». Che astensionismo sia allora.