TRENTO E LA SITUAZIONE DI DEGRADO PERIFERICO

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Trento, 16 dicembre 2014. E’ di martedì l’incontro organizzato dall’Associazione “U.A.S. Unione per le Attività Sociali” svoltosi in Sala Circoscrizione S. Giuseppe – S. Chiara di via Perini. Il  dibattito, dal curioso titolo CITTÀ ASSEDIATA? Esplodono le periferie delle metropoli…e Trento? , ha portato alla luce diversi problemi inerenti alla cultura urbana del territorio Trentino. Oggi, alla fatidica domanda di questo incontro, qualcuno sembrerebbe rispondere che Trento si sorbisce, a pochi mesi dalle elezioni, le conferenze organizzate dall’UPT. Ma con quali utilità?

La memoria corta non ci impedisce di ricordare infatti, che per anni Trento ha dovuto subire l’incuria di istituzioni e amministrazioni che poco e nulla hanno fatto per risanare i problemi. Lo stato di salute di questa città, ci parla oggi di problemi di sicurezza e degrado, di una amministrazione  che per troppo tempo si è occupata di “sicurezza percepita” invece che di “sicurezza reale”, minimizzando il tutto in nome di un buonismo vuoto e senza concretezza. Amministrazione che non ha prestato attenzione a chi denunciava quanto stava accadendo, e costringendo i cittadini a doversi organizzare per conto proprio, nel creare associazioni di tutela alla pace, alla tranquillità e al decoro dei luoghi ove abitano.

Certo non gratuitamente. Perché a fronte di uno dei maggiori paesi con il più alto gettito fiscale per quel che riguarda le tasse versate dai cittadini alle note amministrazioni comunali, ci dispiace costatare quanto i servizi a confronto risultino spesso privi di consistenza. Insomma, un rapporto qualità-prezzo veramente scarso, che ha visto spendere dal 2010 al 2013 centinaia di migliaia di euro (solo nel 2010 oltre 70.000 euro) per progetti del tutto inutili e clientelari come “Animadante” , in cui si inneggiava a presunti operatori che per riqualificare Piazza Dante (mettendosi sullo stesso piano terminologico dei criminali) si proponevano come “spacciatori di cultura” (cfr. volantini ufficiali dell’iniziativa), coinvolgendo le solite cooperative vicine all’Amministrazione, sempre pronte a trarre corrispettivi in denaro da situazioni di degrado cittadino e disagio sociale.

Insomma, la questione morale che fa da contorno al degrado della città di Trento, risulta essere metafora emblematica di un sistema i cui ingranaggi risultano oggi non più complementari fra loro. In molti, ancora una volta, sembrano voler recriminare questa situazione, denunciandone le vicende e le inadempienze che da anni la città di Trento e i suoi cittadini sono costretti a sopportare. Quasi a voler esprimere tutto il dissenso di un malcontento comune ormai concreto, di quell’attenzione posta sui problemi del degrado periferico di quelle bellissime città un tempo perfette o quasi, e ora solo il  mero riflesso di un fallimento politico-istituzionale. Quelle stesse istituzioni che ora, sollecitate dal prossimo appuntamento elettorale, vedono UPT e Sindaco schierati sul fronte comune, impegnati a organizzare surreali conferenze sulla sicurezza. Ma di quale sicurezza stiamo parlando?

E pensare che per restituire la città di Trento ai cittadini, ponendo così termine alla situazione di degrado ed incuria in cui è stata lasciata in questi anni non ci vuole poi molto. Basterebbe che si parlasse di meno e si facesse di più,  smettendola di minimizzare su quei temi che realmente andrebbero affrontati e lasciando perdere inutili discorsi sull’accoglienza buonista da sinistroidi che (a spese dei contribuenti), ben poco di concreto risolvono in termini di ordine pubblico.

Come dichiarato dal Gruppo Consiliare Civica Trentina Comune Trento; “Non servono leggi e regolamenti, ma soltanto la volontà di affrontare una volta per tutte il problema: quelle che forse manca a chi ha ridotto Trento nelle condizioni in cui ora versa”.

Giuseppe Papalia

 

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