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Aborto. Per la Prof.ssa Graziottin: “Se facessimo educazione sessuale e sanitaria adeguata, proteggeremmo gravidanza in tutte le sue declinazioni”

Abbiamo approvato questa legge a maggioranza con una votazione della popolazione italiana nel 1994, quindi parliamo di 30 anni fa. Allora c’era stato un dibattito veramente di cuore, di anima, di testa.

“Abbiamo approvato questa legge a maggioranza con una votazione della popolazione italiana nel 1994, quindi parliamo di 30 anni fa. Allora c’era stato un dibattito veramente di cuore, di anima, di testa. E se gli italiani hanno votato per quella legge era perché la storia delle famiglie era punteggiata di gravidanze non volute, di donne morte di parto, di schiavizzazioni di vite in cui la maternità era sempre subita. Nel momento in cui la popolazione italiana, a maggioranza cattolica, si è esposta ed espressa a favore della legge che tutelava l’interruzione di gravidanza è stato dato un segno di profonda riflessione condivisa, un  momento epocale per l’Italia”

Ad affermarlo è stata la prof.ssa Alessandra Graziottin a Radio Cusano Campus intervenuta sulla delicata questione dell’aborto nel corso de ‘L’Italia s’è desta’, programma d’informazione condotto dal direttore del giornale radio Gianluca Fabi e la giornalista Roberta Feliziani.

La prof.ssa Graziottin ha poi proseguito nel suo intervento specificando: “Siccome sono passati 30 anni mi piacerebbe sentire le nuove generazioni  su questo tema ma ho della preoccupazione. I dati sulla riduzione delle interruzioni volontarie di gravidanza eseguite nel nostro paese sono dimezzati e quindi potremmo pensare che sia dovuto alla contraccezione. Ma il punto dolente è proprio questo, se guardiamo il consumo di pillole del giorno dopo, soprattutto da giovani e giovanissime siamo oltre i 400.000 mila pezzi l’anno. Allora qual è il punto? Che non è cambiato il senso di responsabilità verso il concepimento. Invece di dire ‘delitto, non delitto’ e altre parole veramente pesanti, chiediamoci che cosa facciamo noi come adulti di ogni età e di ogni ruolo, in particolare a livello della scuola per educare i giovani ad assumersi la responsabilità dell’atto sessuale c’è una banalizzazione del rapporto, zero protezione e malattie sessualmente trasmesse in continua crescita. Siamo latitanti sull’educazione alla responsabilità a 360°“.

E proprio sull’aumento di queste malattie rimaste silenti per anni, Alessandra Graziottin ha poi aggiunto: “In Finlandia è emergenza nazionale per la sifilide. Noi stessi in Italia la stiamo ritrovando e purtroppo non solo questa malattia. Il profilattico non serve solo alla prevenzione del concepimento indesiderato, ma è la prima barriera contro le malattie sessualmente trasmesse. Oggi abbiamo il paradosso in cui da un lato ci scanniamo sul discorso legato all’ interruzione di gravidanza, dall’altro una delle industrie più floride è quella della procreazione medicalmente assistita. Ricordiamoci che riducendo le infezioni si protegge anche la fertilità. Dobbiamo preoccuparci di capire che se facessimo un’educazione sessuale e sanitaria adeguata in verità proteggeremmo la gravidanza in tutte le sue declinazioni”.

Infine, concludendo il suo intervento, Alessandra Graziottin si è espressa in merito al ruolo dei consultori: “Andrebbero rivalorizzati e non considerati la periferia dal punto di vista medico. Dobbiamo parlare di quello che turba, che preoccupa, di quello che desiderano i ragazzi, ma con il principio dell’assunzione di responsabilità. Con quello non avranno paura di niente e saranno anche coloro che non avranno mai bisogno di ricorrere ad un aborto perché cresciuti come giovani positivi, costruttivi, capaci di essere protagonisti della loro vita e di fare le scelte giuste”.