Consegnare l’Italia al Movimento 5 stelle e alla sinistra? “No grazie”. Questo il commento a caldo di Gianni Alemanno alla notizia secondo cui il comitato centrale de “La Destra”, riunitosi questa mattina, avrebbe indetto, grazie all’approvazione unanime di tutti i suoi membri e su proposta del segretario nazionale Francesco Storace, il terzo congresso del movimento politico previsto entro quest’anno.
In un periodo storico e politico instabile per l’Italia e per la destra, dove quest’ultima appare sempre più giù nei sondaggi e con un vuoto d’ideali e figure di spicco mai visto prima, ecco che a riportare un po’ di lustro ci pensano Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, oggi figura carismatica all’interno di Azione Nazionale e Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra. I due leader, che si incontreranno in un’operazione congiunta a Napoli il 16 luglio nella manifestazione che lancerà il comitato per il No al Referendum, cercheranno di rilanciare la sfida – ambiziosa ma non impossibile, se compiuta con volontà comune e perseveranza – di costruire una destra finalmente forte all’interno di un centrodestra oggi più che mai diffuso e in conflitto perenne.
La notizia odierna apre così le porte ad un nuovo inizio, dopo il congresso tenutosi a Orvieto già lo scorso aprile. In quel frangente infatti, “Azione Nazionale” e “La Destra” si erano ritrovate nel meeting, organizzato in due giornate distinte, dal nome “Di nuovo una grande Destra”. Il dibattito comune, nato sul problema della destra diffusa, e il confronto scaturito in quel frangente, sembra essere risultato utile alla sfida che oggi, La Destra di Francesco Storace, vuole perseguire sulla scia di Gianni Alemanno.
Questa mattina sono state così approvate, nel documento che costituisce la segreteria generale del congresso, che si occuperà di fissare la data di convocazione, anche le linee guida per la stesura nel regolamento del Congresso stesso. Vi potranno partecipare tutti gli iscritti con diritto di voto. E’ stato fissato un termine non superiore a 20 giorni antecedenti la data del Congresso per la presentazione delle mozioni politiche che devono avere almeno il 20% degli iscritti; da ultimo, in caso di mancata presentazione di candidature o di non raggiungimento del quorum per la presentazione di candidature, viene previsto lo scioglimento del movimento o la confluenza in altri movimenti politici già esistenti.
Una svolta importante non solo per il movimento di Francesco Storace, ma per la destra tutta. Una scelta che delinea un’intenzione chiara, più che una semplice volontà comune, di costruire un qualcosa di forte e ben definito all’interno di una fazione politica che forse ha ancora qualcosa da dire. Con volti nuovi ma anche con gente d’esperienza che della politica non ne ha fatto unicamente il proprio mestiere, ma la propria passione.
di Giuseppe Papalia
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