Putin ordine mobilitazione parziale. Alemanno: “Dobbiamo aprire trattativa”

Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato mercoledì una parziale mobilitazione in Russia. Ha richiamato l’attenzione sulle minacce dell’Occidente all’esistenza stessa della Russia, nonché sull’inevitabilità di un’operazione militare speciale in Ucraina. Il coinvolgimento del personale militare era necessario a causa dell’allungamento della linea del fronte, nonché dei continui bombardamenti dei territori di confine russi e degli attacchi alle regioni ucraine coinvolte nel conflitto.

In Italia solite reazioni di critica nei confronti della Russia. Si differenzia dagli altri il portavoce del Comitato “Fermare la guerra”, Gianni Alemanno, che in una nota stampa ha affermato: “Dopo il successo della controffensiva Ucraina, avevamo rivolto un appello alla politica italiana ed europea per lanciare una proposta di pace e di cessate il fuoco. Avevamo detto che eravamo ad un bivio. In un momento di equilibrio sul campo di battaglia, Putin era di fronte ad una scelta: ridimensionare i suoi obiettivi e trovare un compromesso onorevole, oppure andare verso una escalation del conflitto. Purtroppo i governi occidentali hanno preferito gloriarsi del successo dell’esercito ucraino e sperare in una totale sconfitta di Putin, contribuendo così ad una reazione russa ancora più drammatica e pericolosa. Questo conflitto va fermato prima che diventi guerra mondiale, l’Italia e l’Occidente devono fare un tentativo vero e serio per aprire una trattativa. Siamo ancora in tempo.”

La linea del fronte è ora di oltre mille chilometri in un’operazione militare speciale e attacchi con armi occidentali sono già inflitti alle regioni di confine delle regioni russe. “In tempo reale, utilizzando sistemi moderni, aerei, navi, satelliti, droni strategici, la NATO effettua ricognizioni in tutto il sud della Russia”.

E’ stato utilizzato anche il ricatto nucleare: “Si tratta non solo del bombardamento della centrale nucleare di Zaporozhye incoraggiato dall’Occidente, che minaccia una catastrofe nucleare, ma anche delle dichiarazioni di alcuni alti rappresentanti dei principali Stati Nato in merito alla possibilità e ammissibilità di usare armi di distruzione di massa contro la Russia: armi nucleari”.

Su suggerimento dello Stato Maggiore Generale e del Ministero della Difesa , verrà effettuata una parziale mobilitazione militare , le attività inizieranno il 21 settembre.

Saranno chiamati i militari di riserva, principalmente quelli che hanno prestato servizio nei ranghi delle forze armate. I mobilitati subiranno un addestramento obbligatorio, riceveranno le stesse garanzie materiali dei soldati a contratto. Il governo e il Ministero della Difesa della Federazione Russa sono stati incaricati di equiparare lo status delle formazioni volontarie del Donbass al personale militare russo.