Belluno: -rimbocchiamoci le maniche- emergenza meteo tra autonomie e industrializzazione

La provincia di Belluno, zona montana del Veneto incastonata fra le provincie autonome di Trento, Bolzano e la regione autonoma del Friuli Venezia Giulia, da sempre risente di questa condizione particolare.
Orograficamente inserita in una zona dai delicati equilibri, si trova a confrontarsi con le vicine provincie a statuto speciale su piani come il turismo, l’economia di montagna ed il mantenimento del territorio. Mentre verso est deve fare i conti con le certamente più ricche zone della pianura veneta.
In questo quadro d’insieme e a due settimane dai devastanti accadimenti metereologici del 29 ottobre che hanno pesantemente colpito anche tutta la provincia di Belluno, abbiamo raccolto la testimonianza del nostro referente in loco Daniele Libralon.
Libralon, immediatamente unitosi ad un gruppo di volontari del capoluogo che fin dallo stesso 29 ottobre ha iniziato ad operare nella zona di Nevegal, stazione sciistica del comune di Belluno, per ripristinare la viabilità e i servizi essenziali.
Dichiara “il nostro obbiettivo primario, accertata l’assenza di vittime, è stato quello di rimettere in esercizio la viabilità quasi totalmente interrotta da frane e tronchi. Il primo spettro da combattere è lo spopolamento della nostra montagna che già si regge su una economia molto precaria”.
Daniele Libralon prosegue: “la nostra parola d’ordine, fin dai primi istanti è stata – rimbocchiamoci le maniche – poiché ci si è immediatamente resi conto che serviva soprattutto fare presto”.
Dopo due settimane gli enormi sforzi della popolazione e delle amministrazioni proseguono incessanti “dobbiamo avere l’abilità e la forza di trasformare questa tragedia in una opportunità per migliorare il nostro territorio e la nostra economia di montagna ad esempio attivando i cosiddetti Fondi di Confine o fondi Brancher, che possono offrire le necessarie risorse per bonificare le nostre foreste e recuperare l’enorme patrimonio boschivo andato perduto”.
Un forte senso di attaccamento al territorio e di appartenenza alla propria Comunità traspare da queste parole ma soprattutto emerge dall’opera infaticabile di quanti, Danile Libralon uno dei tantissimi, si sono subito messi a disposizione.
In Nevegal come in tutta la provincia di Belluno le opere proseguono alacri in attesa che Regione e Stato intervengono con maggior incisività.