Il Ministro della Salute Grillo esperta culinaria: panettone o pandoro?

Opinione culinaria del Ministro della Salute Grillo, che in un’espressione dichiara il pandoro senz’anima come il Partito Democratico, più saporito invece il panettone come il MoVimento 5 Stelle. Alludeva forse ad un pandoro grasso e pieno di aria, che dall’alto della sua importanza (e per questo più costoso) in realtà non valga poi così tanto. Al contrario, il panettone è più saporito e gustoso nonostante l’economicità. Il Ministro Grillo, siciliana, non si è esposta sulla cassata o sul cannolo, in quanto lì sarebbe stato difficile fare dei confronti, ma ha preferito scegliere delle grandi eccellenze italiane del veronese e del milanese. Oramai il paragone della politica con l’ambito gastronomico è stato più volte usato: Salvini parlava dell’olio italiano rispetto alla coca cola partner del gay pride.

Spesso nei profili social dei politici compare la loro dieta alimentare, salutare per carità, ma probabilmente più di competenza della Prova del cuoco. Grillo, laureata in Medicina, forse voleva indirizzare i consumatori italiani verso qualcosa di più leggero e meno calorico, e questa espressione capita ad hoc nella Menegatti, dove dal 20 Dicembre sono iniziati i licenziamenti. L’aspetto delle industrie dolciarie non pare dei più floridi, e anche la storica Pernigotti ha già licenziato cento dipendenti. Di sicuro il mercato non verrà intaccato da questi confronti, ma alle orecchie dei licenziati non è sicuramente un bel augurio di Natale. Quest’espressione ha causato un’altra coincidenza singolare: all’Istituto Superiore della Sanità si sono registrate altre due dimissioni (Giuseppe Remuzzi membro del CDA e Armando Santoro membro del comitato scientifico) che hanno seguito a ruota quelle dell’ex presidente Walter Ricciardi.

Questa frase forse aveva semplicemente una vena comica (d’altra parte che ruolo svolge il fondatore del MoVimento 5 Stelle?), anche perché il pandoro e il panettone sono delle eccellenze italiane e andrebbero entrambe portate in alto. Non è un derby a chi assomiglia meglio a chi. Mettersi dalla parte di un giudice culinario forse non è stata una mossa azzeccata, ma non c’è da preoccuparsi, Toninelli non è stato ancora raggiunto.

È un’analisi che Craxi o Andreotti non avrebbero mai usato per descrivere la situazione politica, ma al giorno d’oggi pare essere in voga. È un messaggio diretto, mangereccio e in alcune situazioni pure simpatico, che arriva dritto nel pensiero degli italiani. A chi la prende come una connotazione negativa, ci si può sempre difendere che l’intento era semplicemente godereccio e di buone intenzioni, soprattutto se si è sotto Natale.

Che i veronesi possano sentirsi discriminati è plausibile, ma nel solidale ambiente natalizio si possono sempre consolare con le famose parole di Riccardo Cocciante: “Mi rimpiangerai, bella senz’anima”.