Calcio e Big Data: la Soccer Data Challenge

L’Information Technology invade sempre più i campi della nostra vita e lo sport non è esente da questo fenomeno. “Soccer Data Challenge” è una maratona analitica su dati e statistiche del calcio, un contest giunto alla sua seconda edizione, organizzato dalle Università di Trento e Pisa in collaborazione con il CNR, la Gazzetta dello Sport e con il patrocinio della FIGC. Questa sera a Trento, presso la Facoltà di Lettere, si è tenuta la sezione finale della gara – sotto gli occhi di una giuria di professionisti sia del mondo del calcio che dei Big Data – e la relativa premiazione. Ha coordinato l’evento, organizzato da Paolo Cintia (Università di Pisa) e Luca Pappalardo (CNR), Deborah Schirru, giornalista sportiva di Mediaset.

Tre milioni di tocchi di palla rilevati in centinaia di match in 5 campionati europei, 12 collettivi in competizione e 30 ore per sviluppare un modello che risolva il quesito sugli stili di gioco delle varie squadre: questi i big data da analizzare e le regole del gioco.

“Sport e Università sono un binomio vincente – ha esordito Paolo Bouquet, prorettore dell’Università di Trento – e una visione più ampia dello sport può migliorare l’Università, e ispirare tutte le facoltà. Non a caso è stato recentemente creato un network che unisce tutti gli Atenei in Unisport”.

Tuttavia, secondo Federico Smanio, Ceo di Wylab, i big data sono ancora sottoutilizzati nei club calcistici e non solo sotto l’aspetto tattico (si pensi al customer care e al marketing). Dello stesso parere Davide Nicola, allenatore: “L’analisi dei dati nel calcio deve ancora completamente esplodere, e i big data, oltre a studiare le prestazioni e gli avversari, svolgono il ruolo fondamentale per noi coach di oggettivare le percezioni”.

Oltre ai club, i principali utilizzatori dei dati statistici sono proprio i giornalisti sportivi, secondo Luca Bianchin della Gazzetta dello sport, e in particolare “per fare le pagelle dei giocatori”. Ed emergono poi nuove figure come il “match analyst” (sembra che l’Inter di Conte ne abbia 5-6), come Marco Mannucci che svolge questo ruolo per la nazionale femminile di calcio: “Attenzione però – ammonisce Mannucci – i big data non possono prevedere gli esiti di una partita”.

Dopo i pareri degli esperti della giuria si è quindi passati alla premiazione dei vincitori, che hanno incassato un assegno di 5.000 euro: si tratta del collettivo denominato “Complessati Bomber” che in una breve presentazione ha così sintetizzato il risultato della loro analisi: “per ottenere risultati nel calcio a livello internazionale sia la fase di possesso palla che quella di non possesso devono essere propositive”. Una ulteriore prova che i numeri rendono tutto meno opinabile.

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