Trento in tilt dopo le abbondanti nevicate. Zanetti (Si Può Fare!): “emergenza annunciata, che ne è stato del piano di prevenzione?”

Trento

Da più di 24 ore è iniziata “la nevicata” sulla città di Trento che riporta indietro la mente ad anni ormai lontani, quando le previsioni non erano così precise ed i mezzi così tecnologici.

Già dalle prime ore di ieri sono cominciate le prime avvisaglie di quegli enormi disagi che i cittadini di Trento iniziano a non tollerare oltre.

A tornare sulla delicata situazione, tra gli altri, anche la consigliera di Si Può Fare! Silvia Zanetti, che a differenza di altri esponenti dell’opposizione richiama tutti alla moderazione, invitando ad una opposizione di senso e più costruttiva rispetto a quelle che sono le lamentele ed i disagi riscontrati dai cittadini trentini, che in queste ore – soprattutto tramite social, su alcuni gruppi locali come “TRENTO FOR DUMMIES” – stanno esternando il loro disappunto nei confronti dell’amministrazione comunale. “Il sindaco Ianeselli, come riporta un quotidiano locale, nega di aver sottovalutato l’arrivo della neve dicendo che ‘i primi mezzi sono usciti alle 3.30 del mattino, ma troppe persone si sono messe in strada sprovviste di catene o gomme termiche”, rimarca in un comunicato la Zanetti.
Ma la realtà “è evidentemente un’altra”, aggiunge poi nello stesso, dopo che nella tarda serata di ieri aveva scritto un post sul proprio profilo ufficiale Facebook.

“Sembra incredibile che a Trento, città alpina per eccellenza, il Comune si sia trovato di fatto impreparato a gestire questo tipo di emergenza naturale peraltro prevista con largo anticipo”. “Ci chiediamo allora: quanti mezzi ha impiegato il Comune, quanti addetti e se, come pare sono stati insufficienti, perché non raddoppiarli?!”

Altro tema prioritario: “dove si intende scaricare la mole di neve accantonata in città ai bordi delle strade o sui marciapiedi?
Perché i marciapiedi non sono stati liberati e le persone sono costrette a camminare sulla carreggiata? In altre zone la neve è stata battuta anziché rimossa, con il pericolo di formazione di lastre di ghiaccio. In altri sobborghi ci sono cumuli di neve nel bel mezzo del marciapiedi”, denuncia la consigliera dopo aver raccolto le molteplici lamentele dei cittadini, soprattutto di coloro che vivono nelle zone periferiche.

I cittadini, secondo la consigliera, “sono increduli e le segnalazioni non cessano”. Tra le criticità riscontrate vi sono fermate dell’autobus piene di neve, marciapiedi non sgomberati, passaggi di spazzaneve sulla carreggiata che lasciano dietro di loro esattamente lo stesso strato di neve preesistente.

“Neppure il rifiuto organico viene regolarmente ritirato dai condomini per l’impossibilità dell’accesso dei mezzi”, denuncia Zanetti nel comunicato stampa. La domanda che sorge spontanea è evidente: “è stato o no predisposto un piano per questa annunciata emergenza? Se anche ci fosse un piano dettagliato, forse qualcosa non ha funzionato?”

Dopotutto, a prescindere dai dati che ci verranno forniti, la realtà nei vari quartieri di Trento è stata ed è ben diversa.