Karman al Festival Economia di Trento: il mio posto è con il popolo, i mass media sono fondamentali per ridurre i conflitti e il prezzo in vite umane

La non violenza come arma per risolvere i conflitti” è l’incontro che si è tenuto il 2 giugno alle 10.00 presso la sala della Regione di Trento, in sede di Festival dell’Economia con Maria Latella, giornalista di Sky TG24 e Radio 24 ospite e ospite Tawakkul Karman Premio Nobel per la pace e Fondatrice della omonima International Foundation. La via della non violenza, come diceva Gandhi, ripaga. I tempi si allungano ma il prezzo in vite umane ed economico è senza dubbio minore. Il cambiamento durevole.

“Sognavo di avere una voce forte per poter parlare con tutte le persone del mondo e convincerle a combattere per la mia causa”. In una vita che è molto piena di affetti personali e di impegni, l’ospite di oggi arriva dopo la rivoluzione della Primavera Araba e nel contesto attuale della Controrivoluzione dei potentati, portando la sua esperienza di giornalista, mamma di 4 bambini, donna impegnata nella politica e per la difesa dei diritti umani.

Prima e dopo la controrivoluzione le idee sulle donne sono cambiate: in Yemen c’era un diritto tradizionale per la donna che, nella vita pubblica, aveva uno spazio dedicato solo alle donne, ora, invece le cose sono in mutamento. Le donne non sono più una parte di decoro, ma hanno un ruolo vero di leadership perché nella Primavera araba uno dei punti su cui si è molto lavorato, è stato proprio l’impegno proattivo della donna nella società e nella politica. “In una giornata molto difficile dove la dittatura stava combattendo contro la piazza della rivoluzione, era il 7 ottobre, improvvisamente intorno a me la gente ha cominciato a danzare e dicendo: abbiamo vinto il Nobel! Ho acceso la TV e guardando Aljazeera mi sono resa conto di cosa cambiava nel mondo.”

ESSERE PARTE DELLA SOLUZIONE PER LA CREAZIONE DELLA DEMOCRAZIA E LO STATO DI DIRITTO IN YEMEN

“A ogni età conosciamo storie di coraggio, la mia prima domanda è se ci vuoi dire qualcosa suola tua storia!”

“E’ la seconda volta che vengo in Italia, la mia storia parte nello Yemen, che è un paese ricco e pieno di tradizioni, ha una storia molto antica, come per voi sarebbe quella di Roma, può vantare ben due Regine, che sono state molto apprezzate.”

GIORNALISTE SENZA CATENE

“Quando e perché è iniziata la persecuzione nei tuoi confronti?”

“Il viaggio verso la libertà è molto lungo, io l’ho iniziato senza paura della dittatura, come giornalista: in seguito ho creato ho creato un’organizzazione di donne giornaliste, per cui in quel momento, quando ho iniziato a prendermi incarico i diritti umani mi sono chiesta come potevo combattere il terrorismo. Giornaliste senza Catene è stata una iniziativa per organizzare un movimento non violento, contro la dittatura, nel 2005.”

“In quel periodo in generale vi fu un’impennata di violenza contro i giornalisti: da un movimento fatto di talking e sit in nel 2011 abbiamo iniziato un’attività proattiva chiedendo di andarsene al regime e al dittatore, Dunque abbiamo annunciato quella che è detta Primavera Araba.”

LA DELUSIONE DOPO LA SPERANZA DELLA PRIMAVERA ARABA E’ UNA VISIONE DISTORTA DELL’OCCIDENTE

“Nei paesi arabi quella che per voi è una visione distorta di fallimento, è molto invece sentita, sono 11 anni che combattiamo, ottenendo grandi successi e liberando il mondo da 7 dittatori, per noi questa è stata un’enorme vittoria. In Europa sapete bene cosa significa per noi la Rivoluzione. Oggi siamo nel pieno della Controrivoluzione dove Arabia Saudita, Emirati Arabi e Iran conducono una politica a piene mani per distruggere la Primavera araba. Tutte queste monarchie sono in battaglia con noi, Iran e Arabia Saudita sono in prima linea in questo.”

CHI AIUTA LO YEMEN ADESSO? NON BISOGNA APPOGGIARE I DITTATORI, MAI

“Questi paesi sono mplto ricchi e potenti, come farà lo Yemen a combatterli? Pensi che il vostro peso tutti i giorni potrebbe essere aiutato da noi?”

“La popolazione in sé, vive con determinazione i propri sogni per combattere questa battaglia, non cercano un supporto esterno: ovvero non intendono chiedere il supporto dei paesi occidentali. Non stiamo cercando l’intervento degli occidentali, ma chiediamo che non abbiamo un supporto negativo, perché oggi, domani, tra un anno, vinceremo questa battaglia. Siamo frustrati che i governi occidentali si mettano con i potentati rendendoli ancora più forti.”

“Le armi, le armi nucleari, la legittimazione della dittatura da parte dell’occidente non va bene: è molto importante che l’Ucraina sia un esempio perché è il risultato delle cattive politiche internazionali!”

“Come è vivere in una città che è quasi del tutto distrutta rispetto alla bellezza di prima e cosa ne pensi rispetto alle immagini che arrivano dall’Ucraina?”

“Vedi, quando si vede la guerra dispiace moltissimo, siamo molto solidali con l’Ucraina e speravamo che si evitasse un intervento di Putin perché già in precedenza era intervenuto in Siria. Questo è il risultato di una politica stupida, dei governi occidentali, che hanno creato un potentato e che hanno attinenza al Mediterraneo: hanno dato spazio a Putin, alla Russia e alla Cina, incoraggiandoli a commettere crimini.”

L’uso delle armi per difendersi, è legittimo, ma non lo è più quando l’occidente vende delle armi per preparare degli interventi offensivi, allora diventa un interesse diretto legato al crimine.

IL LEGAME TRASVERSALE DELLE DITTATURE NEL MONDO E LA DISTRUZIONE DELL’ORDINE MONDIALE

“Noi speriamo e preghiamo tutti i giorni che lui perda la Guerra, questo conflitto è allo stesso tempo per noi la realizzazione di quello che avevamo detto con le nostre avvisaglie, nei nostri discorsi contro i dittatori, che fanno alleanza tra di loro. Bisogna allenarsi ai popoli, alle democrazie. Ora come ora in Yemen i dittatori hanno un legame diretto o indiretto con chi è dittatore, come loro.”

“Le acque intorno ai porti sono in sminamento, per far arrivare il grano: se questo non accade i paesi africani rischiano la fame. Cosa ne pensi tu?”

“Putin è un dittatore e deve affrontare la giustizia: la peggiore ipotesi prossima è che Putin vinca la Guerra. In Yemen noi soffriamo la fame per le nostre guerre e siccome importiamo il riso dall’Ucraina, questa guerra, ci mette a rischio dal punto di vista della sicurezza alimentare!”

“Questa distruzione è colpa del popolo ucraino? E’ giusto dare la colpa agli ucraini? O dovremmo farlo coi dittatori! Il mondo intero dovrebbe reagire contro i dittatori e la Controrivoluzione.”

MC

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Giornalista scientifica, scrivo per Donnissima, già direttrice di Liberalcafé. Studentessa di Filosofia a indirizzo storico presso l'Università degli Studi di Trento.