Ambiente

Trentino: niente più cani incatenati

L’aula ha approvato con 20 voti a favore e 9 di astensione il testo unificato dei disegni di legge proposti prima da Claudio Cia (FdI) e poi da Stefania Segnana, assessore alla salute e al welfare, allo stesso scopo: vietare l’uso della catena per gli animali d’affezione e i cani in particolare. Il dispositivo di legge è formato da tre articoli con i quali si prevede che al responsabile della detenzione di un animale d’affezione è vietato utilizzare la catena o qualunque altro strumento di contenzione simile, salvo che per ragioni sanitarie, documentabili e certificate dal veterinario curante, o per ragioni urgenti e temporanee di sicurezza, sulla base dei criteri stabiliti dalla Giunta provinciale e che questa norma si applica a partire dal 1° gennaio 2023.

Cia ha ricordato che questo ddl nasce da una richiesta dei cittadini e precisato che la catena non va confusa con il guinzaglio. Ha concluso che la Giunta stabilirà con delibera i criteri per eventuali eccezioni che consentono l’uso della catena. Al riguardo il capogruppo di FdI ha presentato un emendamento che impegna la Giunta a consultare nella definizione di questi criteri anche i soggetti maggiormente interessati.

Lucia Coppola (Misto-Europa Verde) ha plaudito a questo ddl ha riferito che in Trentino non è raro imbattersi in cani legati a catene anche corte e sottolineato l’importanza di preoccuparsi del benessere animale. Certo un cane può anche risultare aggressivo per motivi di protezione ad esempio di un gregge o dagli orsi. Coppola ha presentato due ordini del giorno collegati a questo ddl. Il primo, accolto con una modifica dalla Giunta, riguarda la correlazione tra maltrattamento e uccisione degli animali anche con bocconi avvelenati lasciati sul terreno, e invita a impegnarsi a favorire un’attività intersettoriale che sviluppi la prevenzione delle violenze contro questi esseri viventi. Il secondo ordine del giorno della consigliera, che ha precisato di non essere animalista, impegna a predisporre appositi elenchi delle figure professionali che si occupano di animali come gli addestratori.

Michele Dallapiccola (Misto-Casa autonomia) ha sottolineato l’accezione negativa del concetto di “catena” e ha giudicato una “enorme cavolata” la presentazione di questo ddl. “Ridicolo”, a suo avviso, che un assessore alla salute anteponga un ddl del genere tenuto conto che i problemi dei trentini sono ben altri. Le norme sono per il consigliere una presunta genialata dei proponenti e un insulto alla categoria dei veterinari e della sanità pubblica, dei cinofili e dei contadini, come se questi soggetti non volessero bene agli animali.

Segnana ha evidenziato che i veterinari hanno apprezzato il ddl giudicando la catena un degrado sociale.

Cia ha rivendicato il diritto suo e della Giunta di prestare attenzione anche a questi argomenti, e ha ringraziato Coppola per aver giudicato gli animali degli alleati nella cura delle persone. A Dallapiccola ha replicato sostenendo che quando non vi sono contenuti si finisce nella polemica di basso profilo.

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