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Bike to work, salta il servizio RAI: boicottato causa orso

La notizia di poche ore: il servizio concordato tra la TV pubblica RAI e il Comune di Trento sarebbe saltato in quanto la realizzazione era a carico di una giornalista che, per motivi di obiezione di coscienza, ha ritenuto di non dover parlare del Trentino in seguito ai fatti inerenti l’orso ucciso, per determinazione della provincia Autonoma di Trento del Presidente Maurizio Fugatti.

Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli ha scritto alla presidente RAI Marinella Soldi e all’AD Roberto Sergio per chiarire la vicenda. Sono seguite mail e comunicazioni di fuoco in cui si accusa la terra trentina di essere in mano a un assassino. E’ evidente che ci saranno conseguenze, considerati i termini con cui si è espressa la professionista nei confronti di una comunità.

E’ pur vero che la Carta unica del giornalista, con il nuovo codice deontologico, chiede ai professionisti di essere responsabili delle notizie, di essere imparziali e di poter esercitare il diritto di astensione dal dare una notizia nel caso in cui questa notizia sia falsa, provocatoria, per qualche norma contraria al codice, ad esempio per razzismo, terrorismo, mafia o semplicemente propagandistica.

Quello che – tuttavia – lascia perplessi è che allora, se tanto ci dà tanto, la notizia sarebbe stata semplice propaganda? Servono risposte, perché tra il Comune di Trento e l’uccisione dell’orso, non c’è alcun legame.

La direttrice

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Riguardo l'autore

martinacecco

Giornalista e blogger. Collaboro con il web in rosa di Donnissima. Dirigo Secolo Trentino e Liberalcafé. Studio Filosofia presso l'Università degli Studi di Trento.