La nuova legge Montagna, approvata in via definitiva dal Parlamento su iniziativa del ministro Roberto Calderoli, rappresenta un punto di svolta per i territori alpini. Non solo perché introduce la possibilità di estendere la dotazione dello spray anti-orso a Polizia locale e Protezione civile, ma anche perché mette sul piatto risorse importanti – 200 milioni di euro all’anno dal 2025 al 2027 attraverso il Fosmit – per rafforzare sanità, scuola, agricoltura, mobilità e connettività nelle aree montane.
Failoni: “Un passo avanti per la sicurezza nei boschi”
In Trentino, l’assessore alle foreste, caccia e pesca Roberto Failoni ha accolto con favore il via libera allo spray anti-orso, già utilizzato dal Corpo forestale, che ora potrà essere destinato anche a Polizia locale, Vigili del Fuoco volontari, Soccorso alpino e altre strutture della Protezione civile.
“Un passo avanti significativo, che però deve essere solo l’inizio. Chiederemo che lo spray venga esteso anche a custodi forestali, operatori forestali, guardiacaccia e guide alpine, a tutela di chi lavora nei boschi e della popolazione”, ha dichiarato Failoni, ricordando che lo strumento è riconosciuto a livello europeo come efficace e non dannoso per gli animali.
A Malé, intanto, si è svolto il primo di sei incontri formativi rivolti ai custodi forestali, dedicato proprio al corretto utilizzo dello spray anti-orso e ai comportamenti da adottare in caso di incontro con grandi carnivori.
Coldiretti: “Ora la montagna torna al centro dell’agenda del Paese”
Accanto al tema della sicurezza, la legge porta anche interventi strutturali. La soddisfazione è arrivata da Coldiretti, che vede nel provvedimento un riconoscimento strategico per gli agricoltori e allevatori delle Terre Alte.
“È un segnale atteso: la legge riconosce finalmente il valore delle attività che mantengono vivi pascoli, boschi e borghi, prevenendo il dissesto e garantendo presidio del territorio. Ora servono decreti attuativi rapidi, calibrati sulle specificità delle montagne”, ha commentato il presidente Ettore Prandini.
Coldiretti sottolinea che i fondi previsti potranno sostenere non solo sanità, scuola e servizi digitali, ma anche il ricambio generazionale in agricoltura, la valorizzazione delle filiere lattiero-casearie e carni DOP/IGP, la tutela di prati e pascoli e la promozione di un turismo sostenibile legato a oltre 7.500 agriturismi attivi in montagna.
Un passaggio fondamentale riguarda anche l’energia: i boschi, gestiti in maniera sostenibile, possono diventare il motore di un’economia circolare grazie al teleriscaldamento a biomassa, riducendo la dipendenza energetica dall’estero.
“Con questa legge si riconosce il ruolo insostituibile degli agricoltori come custodi della montagna. Le risorse devono arrivare subito ai territori per premiare chi lavora in condizioni difficili e salvaguarda biodiversità e comunità”, ha concluso Prandini.
Una legge, due prospettive
La legge Montagna diventa così un provvedimento a doppia vocazione: da un lato la sicurezza nei boschi, con strumenti operativi per affrontare la presenza dei grandi carnivori; dall’altro lo sviluppo delle Terre Alte, con fondi per servizi, infrastrutture e agricoltura.

