Brigitte Macron ha deciso di rispondere con fermezza alle accuse diffamatorie che da mesi circolano sul suo conto. La moglie del presidente francese Emmanuel Macron ha infatti avviato una causa legale negli Stati Uniti contro la commentatrice americana Candace Owens, rea di aver diffuso la teoria secondo cui la First Lady sarebbe in realtà nata uomo.
Secondo quanto riportato da The Guardian, la causa è stata depositata in Delaware e prevede la presentazione di prove scientifiche e fotografiche per smontare in modo definitivo le affermazioni di Owens. Tra i documenti che i Macron intendono portare in aula figurano immagini di Brigitte incinta e testimonianze mediche, oltre ad altri elementi ritenuti sufficienti a dimostrare la falsità delle accuse.
La vicenda nasce da un filone complottista che circola da anni in Francia, ma che ha trovato eco internazionale grazie ai contenuti diffusi da Owens tramite podcast e social. Come ricorda The Independent, la First Lady francese non ha mai commentato pubblicamente queste teorie, ma stavolta ha scelto di ricorrere alla giustizia americana, dopo che le richieste di ritrattazione sono rimaste senza risposta.
L’avvocato dei Macron, Tom Clare, ha spiegato che la coppia presidenziale considera questa campagna diffamatoria “un attacco ingiustificato alla dignità e alla privacy di Brigitte Macron”. Clare ha aggiunto che, pur trovando la vicenda “sconcertante”, i Macron non vogliono più tollerare insinuazioni che rischiano di minare la reputazione personale e istituzionale.
In passato la coppia aveva già ottenuto in Francia una sentenza favorevole contro due blogger che avevano rilanciato la stessa teoria. Tuttavia, la decisione era stata successivamente annullata in appello per motivi legati alla libertà di espressione.
Proprio per questo la First Lady ha deciso di rivolgersi ai tribunali americani, con l’obiettivo di chiudere definitivamente la questione. riportato da vari media media, il ricorso legale dei Macron, presentato in Delaware lo scorso luglio, prevede la produzione di prove fotografiche — comprese immagini che ritrarrebbero Brigitte durante la gravidanza e mentre cresce i propri figli — e testimonianze scientifiche esperte per dimostrare che le accuse sono false.
In Francia, casi simili erano già avvenuti: i Macron vinsero una causa per diffamazione contro due blogger che avevano diffuso analoghe accuse, ma la sentenza fu annullata in appello, con motivazioni legate alla libertà di espressione. I Macron hanno fatto ricorso alla Corte suprema francese.


